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In strada 48 morti in un anno

pericolo anche sulle strisce pedonali

Mai si sarebbe pensato che attraversare la strada sulle strisce pedonali equivalesse a perdere la vita. Eppure è così, solo ieri l’ultimo incidente mortale . Una 59enne rumena è stata travolta e uccisa, in pieno giorno, mentre cercava di attraversare la strada su quelle strisce bianche che dovrebbero, in teoria, tutelare ogni pedone.

Una lista nera che continua ad aumentare quella delle vittime stradali. Sguardi intimoriti, guardinghi, molti aspettano anche dei minuti prima di poter arrivare dall’altra parte della strada per paura di essere investiti. Triste è ammettere come a Roma i pedoni, in molti casi rappresentano degli ostacoli per chi è al volante. Si continua a premere l’acceleratore e se magari qualcuno viene investito la colpa è solo sua, non doveva attraversare.

Solo nello scorso anno a perdere la vita sulle strade della capitale furono 185 persone, e solo nei primi tre mesi del 2008, 17 pedoni sono stati travolti. Alla radice del problema oltre all’inciviltà di molti automobilisti c’è anche la cattiva condizione del manto stradale. Le strisce pedonali sembrano in molti punti della capitale un lieve ricordo, cancellate, segni invisibili. Ma a chi compete il ripristino della segnaletica orizzontale stradale? Nel comune di Roma due dipartimenti sovrintendono, o almeno dovrebbero farlo, i progetti del caso. Il XII dipartimento delle politiche dei lavori pubblici e della manutenzione urbana, principalmente per i grandi rifacimenti, e il VII dipartimento politiche della mobilità e progettazione segnaletica. Ma poi, quello che accade in realtà è che ogni municipio capitolino, ricevendo annualmente dei finanziamenti dal bilancio comunale, dà avvio al ripristino del manto stradale di competenza.

O almeno questo dovrebbe essere l’intento. Il rimbalzo di responsabilità tra uffici è una prerogativa del tutto italiana e a Roma conferma il suo primato. A livello pratico, poi, a fare o rifare la segnaletica delle strade sono delle imprese che vincolo gli appalti in questione tramite concorsi pubblici, mentre alla polizia municipale compete il controllo del rispetto della segnaletica da parte di automobilisti e pedoni. Fatto sta, che attraversare la strada nella capitale resta un pericolo. Tra gli attraversamenti più pericolosi c’è piazza Venezia, via del Tritone, piazza delle Libertà, viale dei Quattro Venti, viale Marconi, per non parlare dei tratti urbani di grande viabilità come la casilina. Nella capitale le strisce pedonali in molte zone tocca quasi doversele immaginare. Il motivo è solo uno: non ci sono da Prati a Parioli esattamente come a San Giovanni e Prenestina delle linee bianche dedicate alla gente rimane ben poco, nella migliore delle ipotesi solo qualche segno a ridosso dei marciapiedi.

 
 

[04-04-2008]

 
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