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Inquinamento mozzarelle di bufala

nei mercati romani vendite in calo

La commissione dell’Unione Europea si è detta soddisfatta dell'azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala. L’allarme diossina è dunque rientrato e la situazione di fatto è tornata alla normalità. La francia ha cambiato idea e ha rimosso il blocco delle mozzarelle. Marcia indietro anche del giappone: le autorità sanitarie hanno autorizzato lo sblocco delle importazioni di mozzarelle ferme da giorni alle dogane di tokyo e osaka.
Ma nei mercati romani non tutti si fidano, nonostante i controlli in questi giorni siano stati più accurati del previsto.

Secondo la Coldiretti, ogni giorno i caseifici campani che producono mozzarelle di bufala perdono 500 mila euro. "Se tutto andrà bene - afferma l'associazione dei coltivatori - ci vorrà almeno un mese prima che tutto torni alla normalità. Bisogna ristabilire un clima di fiducia per evitare altri blocchi come ha deciso Singapore".

E' notizia di oggi, infatti, che nonostante le rassicurazioni provenienti dalla Ue, la Cina e Singapore hanno bloccato la vendita delle mozzarelle di bufala nel timore che il latte usato per la produzione sia stato contaminato dalla diossina prodotta dagli incendi della spazzatura per le strade della Campania. "E' solo una misura precauzionale", si affrettano a precisare le autorità sanitarie asiatiche. "Le vendite sono state bloccate in attesa che i laboratori completino le analisi".

"E' un disastro, qui la bufala non si vende -racconta una signora titolare di una postazione al mercato di via Sapori, al Laurentino. La gente non ha ancora fiducia e le mozzarelle non le diamo via".

"Non mi fido, anche se adsso ci sono più controlli, io non la compro la mozzarella, chissà cosa ci hanno rifilato nei mesi scorsi".

La speranza è che nel giro di qualche settimana le preoccupazioni rientrino. Per questo, carabinieri del nucleo antisofisticazioni e autorità sanitarie lavorano a pieno regime. I militari continuano ad acquisire le autocertificazioni dei caseifici delle province di caserta, napoli ed avellino, dove sono stati trovati indici di diossina superiori al limite previsto. Non è escluso che nelle prossime ore i nas possano anche effettuare ulteriori prelievi di latte e mozzarelle.

 
 

[29-03-2008]

 
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