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In difesa delle mozzarelle di bufala

allevatori in protesta alla Regione

Giappone e Corea sospendono le importazioni di mozzarella di bufala. E gli allevatori non ci stanno. Non solo perché nei prodotti caseari da loro prodotti non c’è traccia di diossina ma, anche, perché sono anni che la Coldiretti chiede fortemente alla Regione di intervenire affinché i prodotti di questo tipo siano rintracciabili, ossia che si sappia perfettamente dove, come, quando una mozzarella viene prodotta e tutto l’itinerario che lo porta sulle tavole dei consumatori.

Perché sulle tavole degli italiani e non solo, anzi: soprattutto all’estero, arrivano prodotti che con l’Italia hanno poco a che fare, se non sfruttarne il nome che è sinonimo di alta qualità.

Insomma: in questi giorni stiamo parlando di mozzarella anche quando non si tratta di mozzarella. Non si tratta del più ovvio degli alibi: perché anche ammettendo che qualche allevatore sia riuscito ad aggirare i controlli, ce ne sono centinaia che selezionano i pascoli e mantengono alto il livello della qualità. E la qualità costa.

L’assessorato all’Agricoltura ha incontrato gli allevatori nelle ore successive promettendo una vera e propria battaglia per la tutela dei prodotti caseari dell’agro pontino.

 
 

[27-03-2008]

 
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