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Eccidio Fosse Ardeatine

Napolitano: ''non dimenticheremo mai''

Le più alte cariche dello Stato hanno ricordato stamani, presso le Fosse Ardeatine, le 335 vittime dell'eccidio nazista avvenuto il 24 marzo 1944. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona davanti al sacrario al suono del silenzio del picchetto d'onore.

La presidente dell'Anfim, Rosina Stame, ha poi rivolto un breve saluto a Napolitano, ricordando "il terribile passato che non deve ripetersi mai più". La cerimonia si è conclusa con una preghiera cattolica e una ebraica. Alla cerimonia hanno partecipato i presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, il vicepremier e candidato sindaco del Pd, Francesco Rutelli, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il presidente della Regione, Piero Marrazzo, il prefetto di Roma,

Carlo Mosca, i candidati sindaco di Pdl e Udc, Gianni Alemanno e Luciano Ciocchetti. Presenti anche i rappresentanti della comunità ebraica, Leone Paserman e Riccardo Pacifici.

"Vedere ogni anno qui i parenti delle vittime e i rappresentanti delle nuove generazioni, -ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - è importante e confortante perché qui è accaduto qualcosa che non dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai coloro che hanno sacrificato la loro vita".

Resta ancora senza nome la salma 329. Nemmeno l'analisi comparativa del Dna ha permesso di risolvere il mistero della salma 329 delle Fosse Ardeatine. Tra i 75 ebrei della Judenliste compilata da Kappler, restano dunque identificate 74 salme.

L'ultima, che si pensava potesse appartenere a Marco Moscati, nato a Roma il 1 luglio 1916, di professione venditore ambulante, partigiano che operava ai Castelli Romani. La ricerca è stata condotta dai genetisti dell'università di Tor Vergata, guidati da Giuseppe Novelli, su richiesta dei fratelli Angelo e Pellegrino Moscati avanzata il 6 giungo 2006, ritenendo che i resti del sarcofago 329, contrassegnato da una stella di David, appartenessero al loro fratello Marco, partigiano nei Castelli Romani arrestato il 18 febbraio 1944 e condotto prima nel carcere di via Tasso e successivamente trasferito in quello di Regina Coeli. I ricercatori hanno estratto una campione di Dna. La conclusione dello studio è che le sequenze del Dna estratto dal femore e dagli sciacqui buccali dei fratelli Moscati mostrano molteplici differenze.

LA STORIA: L'eccidio delle Fosse Ardeatine è il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista il 24 marzo 1944, ai danni di 335 civili italiani, come atto di rappresaglia per una strage di tedeschi compiuta da partigiani avvenuta il giorno prima in via Rasella. Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime, e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, è diventato l'evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell'occupazione.

Le "Fosse Ardeatine", antiche cave di pozzolana site nei pressi della via Ardeatina, scelte quali luogo dell'esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, sono diventate un monumento a ricordo dei fatti e sono oggi visitabili.

 
 

[25-03-2008]

 
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