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Stabilità edifici e monumenti

arriva il controllo satellitare

Il disastro di via di Vigna Jacobini si sarebbe potuto evitare secondo gli esperti che hanno sviluppato il controllo satellitare degli edifici. Un sistema di monitoraggio innovativo che avrebbe probabilmente previsto i problemi strutturali del palazzo dove nel 16 dicembre del 1998 persero la vita 27 persone. Dopo i lavori della tipografia l’edificio di via di Vigna Jacobini, ogni anno, si spostava di ben un centimetro. Sarebbe bastato questo dato per lanciare l’allarme ed evitare il crollo.

La tecnica di monitoraggio, che ha una precisione millimetrica, confronta gli spostamenti dei palazzi dalle fotografie satellitari dal 1992 ad oggi.

"L'obbiettivo di questo sistema - spiegano gli sviluppatori- è individuare gli spostamenti che possono diventare a rischio crollo per tenere sotto controllo il proprio patrimonio e gli edifici più vecchi".

Da 1 a 7 millimetri l'anno, gli edifici di Roma si spostano. Gli spostamenti più gravi attivano una fase di warning - fase di allarme - che allerta gli specialisti in modo da farli intervenire prima che si possa verificare un crollo. Via Giustiniano imperatore, il campanile della Chiesa di via Fabiola, ponte Matteotti, edifici in via Pincherle e la biblioteca di via Cardano alcuni esempi di spostamenti millimetrici delle strutture.

Il sistema di monitoraggio servirà anche a controllare le grandi opere artistiche di Roma, dal Colosseo al Pantheon, dalle Mura Aureliane a Castel Sant’Angelo.
Le zone più a rischio per monumenti ed edifici sono quelle intorno al fiume Tevere dove il terreno non ha la stessa stabilità di altre zone. Non ci sono effettivi pericoli di crollo ma la zona più controllata è quella di Tor Marancia.

"Ci sono alcune zone a Roma - spiega l'ingegnere Dario Cavallotti - su cui non si sarebbe dovuto costruire a causa di falde acquifere nel terreno che non garantiscono piena stabilità. Tor Marancia, piazza del Caravaggio, sono alcune di queste dove ci sono decine di palazzi che vengono monitorati continuamente."

Il progetto presentato oggi, su richiesta del Comune di Roma, ha dimostrato che questa tecnica è applicabile, e anche se è ancora in via sperimentale, rappresenta il futuro del controllo di stabilità degli edifici.

 
 

[13-03-2008]

 
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