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Ex dipendenti Atesia

''abbiamo dovuto lottare contro i sindacati''

Con i sindacati non hanno mai legato, sono i dipendenti di Atesia, il più grande call center d’Italia. Hanno sempre condotto due battaglie; una contro l’azienda e l’altra contro gli accordi presi dai sindacati.

"I sindacati sono sempre stati attori in tutto e per tutto del percorso di precarizzazione - racconta Cristian ex dipendente Atesia - tutti gli accordi che hanno firmato in questi anni soono sempre stati con contratti pessimi come quelli di inserimento, Co.co.co e apprendistato. Insomma è chiaro che il sindacato ha fatto gli interessi non dei lavoratori ma dell'azienda".

Erano pagati a cottimo, tutti precari e lavoravano 6 ore al giorno per sei giorni settimanali, nel 2005 i dipendenti presentarono un esposto chiedendo controlli sulla situazione contrattuale.

Atesia rappresentava il caso limite del precariato: 3.800 contratti atipici su 4.000 dipendenti. La vertenza si aprì dopo le ispezioni compiute nell’azienda dal ministero del lavoro e al termine delle quali si chiedeva l'assunzione di 3.200 lavoratori a progetto. L'ispettore chiedeva anche il versamento dei contributi pregressi per tutti i lavoratori che avevano prestato servizio per atesia a partire dal 2001.

Ma l’accordo preso dai sindacati nel 2006 con l’azienda rappresentava l’ennesima beffa. "L'ultimo accordo firmato ha previsto l'assunzione di tutti a tempo indeterminato -spiegano gli ex dipendenti- ma a condizioni a condizioni pessime: cioè 20 ore la settimana per 550 euro al mese".

"Ci siamo schierati sin da subito contro i sindacati, da quando è nata Atesia, quindi da circa 18 anni fa. I sindacati hanno sempre proposto e accettato contratti che precarizzavano lavoratrici e lavoratori.

 
TAG: Atesia
 

[27-02-2008]

 
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