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Halloween - The beginning

di Rob Zombie. Con Malcolm McDowell

di Svevo Moltrasio

Per colpa di una famiglia messa male il piccolo Michael Myers perde la testa e fa una strage. Richiuso in manicomio ammutolisce per quindici anni e cresce a dismisura. Evaso nella notte di Halloween torna nel suo paesino per chiudere i conti con il passato.

Dopo aver rinverdito l’horror duro e crudo con i doppioni LA CASA DEI 1000 CORPI e LA CASA DEL DIAVOLO, lo stravagante Rob Zombie - suo anche il copione - mette in scena il remake del classico HALLOWEEN. L’operazione segue altre recenti riedizioni dei successi anni 70 e 80 del mirabile John Carpenter.

Sulla carta suscitava curiosità il connubio tra un cinema impulsivo e truculento, come quello del regista, e le limitatezze di un film più commerciale, inevitabilmente rivolto ad un pubblico meno di nicchia. Purtroppo i risultati sono dei peggiori. Zombie gira nello stesso tempo un prequel e un remake della pellicola originale, rifilando allo spettatore un’infanzia del celebre Michael Myers poco interessante. La cosa grave è che i pochi momenti buoni il film se li gioca proprio nella prima parte, e con l’inizio della storia nota - il vero e proprio ramake - il regista scivola nei peggiori luoghi comuni dell’horror fracassone e noioso.

La prevedibile mattanza di teenager, disturbante nell’accezione negativa, segue i più classici rituali, senza un briciolo di idee e di tensione, con un finale interminabile. Montato male – forse censurato – e scritto anche peggio, con uno psichiatra interpretato da Malcolm McDowell sempre in mezzo alle scatole. Delle qualità del film di Carpenter non c’è traccia, anzi l’operazione sembra proprio offensiva e dannosa. Gli unici brividi li regala l’indimenticabile colonna sonora.

 

 



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[19-01-2008]

 
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