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Emergenza rifiuti

il Lazio come la Campania?

Le immagini delle tonnellate di rifiuti per le strade che vediamo scorrere sugli schermi in questi giorni raccontano di una realtà che difficile da accettare, eppure a due passi dalla nostra città.

La crisi sofferta nel napoletano, con scenari da guerra civile (che certo è alimentata anche dagli interessi della camorra) è un ammonimento agli amministratori a fare il necessario per  chiudere il ciclo dei rifiuti, uscendo dalla semplice logica dell’interramento.

Per fare questo ci vuole spinta massima alla raccolta differenziata, ma c’è bisogno di impianti in grado di trattare il combustibile da rifiuti. La tecnologia deve garantire impianti col minimo impatto ambientale possibile, ma a Napoli si può vedere dove porta la politica del no a tutti i costi e delle barricate. Il Governatore della Campania Bassolino ha pesanti responsabilità, ma certo la denuncia che contro la realizzazione degli impianti, necessari ad evitare la catastrofe, si sono mossi negli ultimi 10 anni, ambientalisti, Sindaci , Vescovi e tutti di traverso a gridare un no senza reali soluzioni alternative.           
Nel Lazio il piano rifiuti studiato dalla regione si muove su due idee ispiratrici: maggior vigore alla raccolta differenziata, che per legge dovrà arrivare, nel 2011 al 60%, e valorizzazione energetica del combustibile da rifiuti, da ottenere ampliando gli impianti esistenti nel Lazio.

A questo riguardo il commissario Marrazzo ha dichiarato la necessità  di puntare su otto linee, cioè quattro impianti che possano valorizzare il combustibile da rifiuti prodotto nel Lazio. Oltre al gassificatore di Malagrotta, e agli impianti di San Vittore e Colleferro il piano prevede quindi la realizzazione di un altro gassificatore in località ancora da definirsi. La novità potrebbe interessare Albano con l’Ama che chiede , per diventare azienda completa e competitiva , un ruolo da protagonista nella gestione dell’impianto. C’è chi si oppone al progetto del nuovo gassificatore, ma intanto il tempo passa e si è dovuta prorogare l’apertura di Malagrotta fino a fine 2008, malgrado le protesta dei residenti

 
TAG: rifiuti
 

[08-01-2008]

 
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