Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Tango romano
 
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La milonga vuota

M’è capitato per caso, ma nulla è per caso avrebbe da obiettare qualcuno, di entrare in una Milonga vuota, di mattina. Mi è piaciuto immaginare, perché non è più così, anche l’odore stantio delle sigarette.

Ho visto i tavoli vuoti e soprattutto la pista, vuota, che un raggio di luce dalla finestra ne evidenziava i graffi sul parquet. Graffi di anni e anni, e sopra quei graffi, all’altezza del cuore, tanti graffi di vita. D’amore qualcun altro avrebbe da obiettare.

Ho camminato lentamente in quello spazio cercando di sentire, come in una seduta spiritica, corpi aggrapparsi ad altri corpi. Migliaia di coppie aggrappate sono passate in quel piccolo spazio dove mi sono fermato ad ascoltare. Quante volte sono stato aggrappato ad una donna senza esserlo e quante volte lo sono stato veramente senza esserlo.

Gioco di parole? No, bisognava trovare il modo di esserlo proprio quando lo si era. Bastava una Milonga in fondo! E concentrarsi, concentrarsi per non sentirsi in una Milonga vuota.

Mark

[07-01-2008]

 
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