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Campi nomadi

l'inferno di via della Martora

Vivono nel fango, senza acqua, elettricità o riscaldamento. I bambini studiano tra i calcinacci e passano i giorni in condizioni igieniche estreme. Sono circa 80 persone tra cui 50 minori, sono stati sgomberati da ponte Mammolo lo scorso 4 dicembre. Sono quattro grandi famiglie, due italiane, una francese, e una slava. Dopo lo sgombero hanno vissuto per 10 giorni in macchina, poi il provvedimento straordinario del prefetto gli ha assegnato una dozzina di roulotte, ora vivono a via della Martora al Collatino, di fronte ad altre baracche abitate da 12 famiglie rom che sono lì da decenni. Ma le condizioni di vita dei nuovi arrivati sono davvero al limite.

"Ponte Mammolo era un insediamento che durava da quarantanni, - spiega il senatore di Rifondazione Raffaele Bonadonna - persone che sono nate qui e che sono cittadini italiani a tutti gli effetti sono stati "sbaraccati" e messi in questa situazione grazie ad un intervento straordinario del prefetto altrimenti erano in mezzo alla strada. Sono undici roulotte assolutamente inadeguate, non c'è la possibilità di scaldarsi, non c'è acqua, non ci sono neppure i servizi igienici. E' una condizione incivile, in questo caso si può parlare di violazione dei diritti umani e violazione dei diritti dell'infanzia".

Per combattere il freddo accendono fuochi o allestiscono stufe di fortuna, non hanno acqua nè alcun tipo di servizio, chiedono che il comune intervenga anche per tutelare le decine di bambini. Il sindaco veltroni è già stato avvertito della situazione, lo ha fatto di persona la senatrice Rina Gagliardi "Il sindaco mi ha giurato - spiega la senatrice Gagliardi- di provvedere. Spero che domani vengano dal Comune per risolvere almeno le situazioni di emergenza".

 
 

[03-01-2008]

 
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