Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Lascia perdere, Johnny

di Fabrizio Bentivoglio. Con Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Toni Servillo

di Svevo Moltrasio

Nella Caserta della metà degli anni 70 il giovane Faustino suona la chitarra per l’orchestra di quartiere. Quando questa si scioglie, il ragazzo bisognoso di lavoro, si ritrova a lavorare per un noto musicista del nord. Tra promesse e viaggi, la storia si sposterà verso Milano.

Presentato al recente festival di Torino, LASCIA PERDERE, JOHNNY, prodotto da Domenico Procacci, segna l’esordio dietro la macchina da presa di uno dei migliori attori del recente cinema italiano. Fabrizio Bentivoglio, coadiuvato alla sceneggiatura dal solito stuolo di scrittori, dirige se stesso e coinvolge un nutrito gruppo di amici, a partire dai fratelli Servillo per la prima volta in scena insieme.

Il film è piaciuto molto alla critica italiana anche se, come spesso accade, la distribuzione è stata piuttosto esigua e di conseguenza il pubblico non ha dato risposte se non una presunta indifferenza. Bentivoglio punta sulla classica storia italiana, con la vita del sud e della provincia, anche se siamo a Caserta, scombussolata dalle illusioni che vengono dal ricco nord. Ambientando la vicenda negli anni 70, il regista vira molto su toni malinconici e grotteschi, non disdegnando soprattutto nella prima parte elementi comici. Nello stile pacato e sornione della messa in scena si riconoscono le stesse qualità del Bentivoglio attore.

A deludere è la solita parabola di sogni e frustrazioni, anche se stemperata da un protagonista impassibile e privo di emozioni, con battute sospirate e consueti rimandi felliniani. Inoltre la sceneggiatura, manco a dirlo, non è oliata al meglio, e l’ultima sezione, con il viaggio e l’arrivo nel nebbioso nord, rischia di appesantire ancor più un film che non ha nel ritmo un punto di forza. Come la fotografia e la musica, anche il cast è di assoluto spessore - ed ovviamente Toni Servillo, quasi che gli sia per forza dovuto, si è preso i consensi di tutta la critica – ma i personaggi entrano ed escono dalla narrazione senza troppa attenzione.

**

[10-12-2007]

 
Lascia il tuo commento