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Campi nomadi

il bilancio del Campidoglio

un campo Rom

Da gennaio sono state sgomberate 6.000 persone, 35 in tutto gli interventi di bonifica effettuati soprattutto lungo il Tevere e l’Aniene, 995 le baracche abbattute. E’ la risposta del campidoglio, numeri per replicare alle critiche dell’opposizione sulla malgestione del problema immigrazione, un problema che a roma e’ comparso ben prima dell’episodio di cronaca di tor di quinto e la morte di Giovanna Reggiani.

''Il punto è provvedere alle espulsioni individuali di persone che si sono rese responsabili di reati specifici e che, - ha detto Veltroni - in quanto tali, possono essere accompagnati alla frontiera''.

Dal 2001 gli interventi della polizia in collaborazione con l’azienda regionale di difesa del suolo, guardia di finanza e corpo forestale hanno coinvolto circa 15.000 persone, il 30/35% riguardava persone in emergenza abitativa, il 25% campi nomadi che sono stati chiusi definitivamente o delocalizzati in strutture organnizzate come villa gordiani e castel romano. Il resto riguardava interventi su insediamenti abusivi. Secondo il Campidoglio il flusso dalla Romania sarebbe diminuito.

Nell’ultimo mese i dati diffusi dal questore fulvi fanno segnare una diminuzione delle partenze da romania e bulgaria verso il nostro paese.

Veltroni è tornato anche sul tema più spinoso, i campi della solidarieta’ progetto che prevedeva il raggruppamento di tutti i rom che vivono nella capitale in quattro macro campi di accoglienza. ''Stiamo lavorando - aggiunge - per vedere se si riusciranno ad individuare soluzioni che, nella misura del possibile, ci possano evitare di aprire altri siti e garantire una riorganizzazione interna''.

 
 

[06-12-2007]

 
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