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A Roma il premier Tariceanu

''deluso degli italiani''

"In un momento difficile e delicato, ora dobbiamo comunicare". E' un invito alla collaborazione quello lanciato dal premier romeno arrivato a Roma per incontrare il presidente del consiglio, Romano Prodi. Il capo del governo rumeno mette da parte le polemiche dopo il disappunto espresso nei giorni scorsi dal presidente della Romania, Basescu, che ha condannato il decreto sicurezza e in particolare le modalità con cui avverrebbero le espulsioni, giudicate una misura fomentatrice di odio nei confronti della popolazione romena.

"Nessuna espulsione di massa. La Romania è un paese amico. La violenza non ha nazionalità. Dobbiamo conciliare il diritto di sicurezza dei cittadini con la libertà di circolazione. Per combattere il crimine, sarà invitata in Italia un task force di poliziotti romeni e istituito un tavolo comune per affontare il problema dei rom in Italia. Insieme a Tariceanu - ha detto Prodi - abbiamo scritto al presidente della Commissione europea Barroso contributi per la minoranza rom: la Ue deve fare di più".

E il premier romeno ha ribadito: "Nessuna tolleranza per i delinquenti. Non posso permettere la trasgressione della legge di cittadini romeni né in patria né all'estero. Nessun paese Ue, e la Romania fa parte della Ue - ha concluso Tariceanu - può pensare di esportare criminalità. Ci saranno misure severe contro chi violerà la legge".

''Sono un po' deluso per le posizioni prese da alcune personalita' politiche italiane e anche dalla gente comune riguardo ai romeni e al popolo romeno''. Secondo il premier romeno Tariceanu ''da parte delle autorita' italiane, in particolare quelle locali, c'e' stata una sorta di attitudine a lasciar andare le cose, a lasciarle passare. Ma cosi' facendo - ha rilevato - non si e' fatto altro che nutrire, in un gruppo non integrato socialmente, una criminalita' che e' poi venuta fuori''.

E sulle critiche avanzate da Bucarest sul pacchetto sicurezza, il premier romeno Calin Tariceanu ha precisato: "Le misure adottate dall'Italia non sono rivolte solo contro la comunità rumena in Italia. Non è corretto mettere il segno della parità tra la comunità romena, che è composta da una stragrande maggioranza di gente onesta apprezzata dai datori di lavoro, e un numero ridotto di individui che commettono infrazioni. Le misure adottate dal governo italiano vogliono determinare un clima di stabilità per tutti i cittadini, compresi i romeni in Italia".

Taricenau ha definito "assolutamente preoccupante" l'ondata di xenofobia in Italia nei confronti dei romeni e ha sottolineato che la maggioranza sono comunque "cittadini onesti, e io chiederò al governo italiano di proteggerli". Infine, il primo ministro romeno ha ricordato le misure varate dal suo governo per fronteggiare i problemi dell'immigrazione: "Sono state prese misure per rassicurare la maggioranza dei romeni in Italia - ha detto - per garantire l'assistenza giuridica gratuita ai romeni coinvolti in fatti criminali". Il governo romeno ha inoltre intenzione di aprire "molti più consolati in Italia".

Il capo del governo di Bucarest ha tra l'altro in agenda l'incontro con Papa Benedetto XVI: al termine dell'udienza generale, in una saletta attigua all'aula Paolo VI in Vaticano, Tariceanu vedrà il pontefice e gli esprimerà il ringraziamento ufficiale della Romania per quanto la Chiesa fa per sostenere gli immigrati e educare a sentimenti di tolleranza e integrazione.

Dati immigrazione Roma

Immigrazione Romeni

 

 
 

[07-11-2007]

 
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