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Assenteismo nel pubblico impiego, record nei comuni

20,1% di assenza

il Campidoglio Venerdì scorso, pieno ponte di Ognissanti, allo sportello anagrafico del II municipio di Roma, dove su sei dipendenti in organico, cinque erano assenti per malattia, propria o di un congiunto; quattro dei quali addirittura senza preavviso: gli è bastato fare una telefonata la mattina stessa, riservandosi di produrre il certificato medico. Il risultato: cittadini in fila per chiedere documenti e carte di identità hanno trovato la porta sbarrata. Eppure era un giorno feriale: sfortunatamente incastrato tra un festivo e un sabato.

E' il cancro del pubblico impiego, certificato dal confronto con il settore privato. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi però al 2005, il tasso di assenze nel comparto pubblico si attesta al 20,1%, il 54% in più rispetto alla media nelle grandi aziende (fermo al 13.1). Un rapporto di cinque a uno.

Emergenza che ormai è regola. Lo dimostrano i dati elaborati dal nuovo sistema informatico integrato che rileva le presenze dei comunali, entrato a regime il primo giugno. Dal quale risulta che ogni giorno disertano l'ufficio tra 6mila e 7mila impiegati full time, uno su quattro, il 25% del totale, che oltre alle ferie sommano più di un mese l'anno di assenza (32.5 giorni) per congedi, malattie, permessi sindacali, assistenza a familiari e chi più ne ha più ne metta.
 
 

[07-11-2007]

 
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