Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
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Tango romano
 
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La ''practica''

Nel Tango esiste la “practica”, generalmente un pomeridiané danzante che si fa, appunto, nelle scuole di tango. Cornelia mi aveva parlato di una pratica domenicale nel quartiere tuscolano, in via Enea.
Così ieri, invece di passeggiare nella brulicante Roma di turisti, sono andato a ballare di pomeriggio.
Un bel cortile d’altri tempi e subito riecheggiano “note” d’altri tempi. Salgo la rampa di scale ed entro. Un tavolo pieno di dolci e bottiglie di vino!
Entro in una delle due sale col parquet. Le solite donne sedute, poi… La più bella col più fico, quella sudata, quella coi jeans, l’impiegato con gli occhiali, il commercialista pelato, la zitella cicciona che sbuffa, un sessantenne magro e canuto aggrappato ad un Giunone d’oggi dagli occhi a mandorla, però! Quelli bravi, quelli così così, principianti che annaspano, alcuni dissertano di tango fumando e fumando: si ricrederanno. Una entra nella toilette, i buchetti di sfiato della porta di ferro s’accendono con il clak della luce. Aspetto e immagino, poi quando esce l’invito. E’ leggera e un sorriso leggero, i capelli bagnati di sudore sono meglio di un profumo di Dior. Balliamo sbagliando bene, i denti irregolari. E’ la pratica, ma non pratichiamo altro che candidi desideri, i soliti, soliti, soliti… E mi viene in mente il poeta Rilke: “l’amore sono due solitudini che si fanno compagnia… Ma poi… tutti hanno detto la loro!
Il pomeriggio ha colori diversi rispetto alla notte, di cui ci siamo dimenticati.
Ci tornerò in via Enea 91

Mark.

[29-10-2007]

 
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