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Protesta immigrati alle Poste

troppo caro il permesso di soggiorno

Protesta questa mattina alle poste di piazza San Silvestro, a manifestare un centinaia di immigrati che oggi si sono armati di tende, striscioni e megafoni, occupando la sede centrale delle Poste.

Al loro fianco, il Coordinamento per Roma democratica e solidale, sigla che raccoglie un’ottantina di associazioni della città, fra cui Action e Arci. Il problema è questo: nel dicembre 2006, è partita la convenzione stipulata dal Governo che affida alle Poste Italiane le pratiche per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Da allora, gli immigrati ritirano i moduli e consegnano le domande alle Poste, pagando per la pratica 72, 12 euro, a fronte dei 15 del passato, necessari per le sole marche da bollo. Della cifra – sostanziosa per un immigrato – 30 euro vanno alle Poste, come corrispettivo del servizio. Servizio che, a quanto pare, non funziona. Perché tante, troppe domande, inoltrate mesi e mesi fa, non hanno ancora ricevuto risposta, e migliaia di immigrati si trovano senza permesso, con un pezzo di carta sostitutivo solo in parte e mille disagi da affrontare.

Il Coordinamento chiede quindi la revoca della convenzione e l’affido dei rinnovi ai Comuni – proposta, questa, contenuta anche nel programma politico dell’Unione. Ad oggi, grazie alla mediazione di Mario Morcone, responsabile del Dipartimento libertà civile e immigrazione, dovrebbe aprirsi un tavolo di discussione con Gianni De Gennaro – allora firmatario della convenzione per il.Governo – con il sottosegretario all’immigrazione presso il ministero dell’Interno, Marcella Lucidi, con il Prefetto Mosca e con un rappresentante del Comune. Le Poste hanno replicato alla manifestazione affermando che gran parte dei rinnovi – 1 milione 13mila su un milione 25mila - è stata già trasmessa alle Questure. A questo punto, resta da capire perché, a distanza di mesi, migliaia di domande siano rimaste nelle Questure senza essere convertite in rinnovi.

 
 

[26-09-2007]

 
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