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Si torna sui banchi di scuola

500 mila studenti in classe

Tra oggi e giovedì 13 la campanella suonerà per più di 500mila studenti romani. Gli studenti aumentano, rispetto allo scorso anno sono 5 mila in più, e i docenti non bastano. Tre professori su dieci rischiano infatti di restare a casa il primo giorno di scuola, a causa del solito ritardo nel conferimento degli incarichi che quest'anno riguarda 5 mila docenti e altrettanti operatori. Ad aspettare gli alunni in classe ci saranno però le nuove regole dettate dalla riforma del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.

I bimbi tra i due e tre anni verranno accolti all'interno di aule scolastiche che diventeranno un'alternativa al nido comunale o privato, troppo spesso carenti di posti. A Roma in particolare l'altissima domanda di accesso ai nidi comunali viene infatti soddisfatta per meno del 10%.

Nella ex scuola elementare, ora primaria, torna il tempo pieno con 40 ore di lezione. I primi due anni delle superiori diventano obbligatori, fino a 16 anni per i non ripetenti, per combattere l'abbandono scolastico. Per agevolare il compito ai professori e ai dirigenti, il ministero ha realizzato un vademecum: quattro assi culturali di base incentrate su otto 'competenze-chiave'. Al termine del biennio iniziale delle superiori i ragazzi dovrebbero conoscere l'italiano e parlare in modo corretto una lingua straniera, ma anche padroneggiare le funzioni base del computer, fare agevolmente calcoli aritmetici e algebrici, costruire grafici, affrontare, analizzare e risolvere problemi.

Per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione c'è un ritorno alla tradizione: meno progetti e più attenzione alle competenze di base, come le tabelline, la grammatica e la sintassi. Tra le indicazioni più specifiche spicca poi l'invito per la terza media a dedicare particolare attenzione all'approfondimento della storia del Novecento. Alla scuola secondaria inferiore torna il giudizio di ammissione o di non ammissione, da parte del consiglio di classe. E' probabile che anche l'esame diventi più complesso, con le prove scritte che dovrebbero passare da tre a quattro. Per sostenere la maturità non bisogna avere insufficienze o debiti trascinati negli anni.

 
TAG: scuola
 

[10-09-2007]

 
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