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Un giorno al semaforo

fino a 35 euro al giorno

Il mercato dei lavavetri a Roma è in mano per l’80% a cittadini di origine romena, sono organizzati in famiglie riconoscibili e vivono in campi nomadi alle porte della città, ma a “pulire i parabrezza” ci sono anche pakistani, marocchini e senegalesi.
Secondo la polizia dietro il “businnes dei semafori” non esiste un vero e proprio racket, gli immigrati si spartiscono gli incroci e nessuno pretende da loro i guadagni di una giornata.

Chi presidia i semafori riesce a racimolare fino a 35 euro al giorno, i proventi pero’ non sono uguali per tutti; in media le mance arrivano a circa 15 euro di spiccioli dopo almeno 10 ore di lavoro. "Non diamo fastidio a nessuno - racconta Paolo, romanissimo del Trullo - certo, ci sono quelli che ci mandano a quel paese, ma noi passiamo oltre", ma all'inizio non è andato tutto liscio, il primo ad occupare il semaforo è stato Mohammed, due anni fa: "All'epoca, alcuni rom mi hanno picchiato. E' successo tre volte: non volevano che stessi al semaforo. Altri sono venuti a chiedermi il "pizzo". Non se ne parla quello che guadagno lo tengo per me. Ora nessuno mi dà fastidio, a pieno regime guadagniamo anche 20 euro al giorno, quando la gente riceve la busta paga le cose vanno meglio anche per noi".

La questione della “posta” al semaforo e’ anche un problema sociale, in circa tre anni l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma ha ospitato al centro infantile di via Vinovo 1859 minori che venivano sfruttati anche come lavavetri.

Per quanto riguarda invece il lavoro della polizia municipale nella nostra citta’ i vigili hanno le armi spuntate; non ci sono infatti norme specifiche che regolino l’attivita’ del lavavetri e non e’ vietato da nessuna parte chiedere soldi per la pulizia del parabrezza, le forze dell’ordine infatti possono solo intervenire se ci sono denunce come nel caso di aggressioni agli automobilisti o sfruttamento di minori. L’amministrazione capitolina sta seguono con attenzione il “duro” provvedimento di Firenze che prevede il sequestro dell’”attrezzatura” e fino a tre mesi di carcere per chi impugna secchio e spugna ad un semaforo.

 
 

[29-08-2007]

 
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