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Costanzo rinuncia al Brancaccio

Proietti potrebbe riprendere la guida del teatro

Dopo una settimana di polemiche Maurizio Costanzo è costretto a battere in ritirata. Il giornalista rinuncia alla direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma, ruolo che aveva assunto sostituendo, senza preavviso alcuno, Gigi Proietti, da sei anni e con successo alla guida dello storico teatro della capitale. "Solidarietà a Proietti, al quale auguro il meglio", ha dichiarato Costanzo nell'annunciare la sua scelta, per certi versi clamorosa, che giunge dopo giorni di polemiche, accuse e botta e risposta, raccolte di firme in favore di Proietti e proteste diffuse. Il commento del sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Si chiude un episodio che, per quanto mi riguarda, ha destato amarezza e preoccupazione".

Non più di una quindicina di righe, prive della consueta ironia. Così l'annuncio di Costanzo, e la rinuncia alla direzione artistica che gli era stata offerta da Alessandro Longobardi, legale rappresentante della società Avana, che ha in gestione il Brancaccio fino al 2011. Svolta clamorosa ma decisione inevitabile dopo che Gigi Proietti, defenestrato (da Longobardi, non da Costanzo), aveva raccolto dal 17 luglio, giorno del "fattaccio", una solidarietà pressoché unanime, da appassionati di teatro, semplici cittadini, politici di varia sponda e dallo stesso Veltroni che, a caldo aveva parlato di "un atto sconcertante".

Per Costanzo, insomma, una rinuncia praticamente obbligata a furor di popolo, dopo alcuni giorni di immagine in caduta libera. In una settimana, le schermaglie tra i due si sono sprecate e la vicenda, che ha visto protagonisti due mattatori dello spettacolo, è stata scandita da battute al limite del comico, tipo "piuttosto che lavorare al Brancaccio di Costanzo me faccio frate", aveva detto Proietti.

In serata è arrivata la proposta: gestione diretta del teatro e offerta a Gigi Proietti di essere ancora direttore artistico con una percentuale sugli utili. L'offerta è sempre di Alessandro Longobardi. "Siamo dei privati - precisa poi - non riceviamo aiuti pubblici e, quindi, potremo offrire a Gigi solo una percentuale sugli utili, ma siamo certi che questo non rappresenterà per lui un problema."
 
 

[23-07-2007]

 
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