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Voto in Regione, Polverini ricorre al Consiglio di Stato

la Presidente della Regione chiede l'annullamento della sentenza che aveva imposto di indire le elezioni

Renata Polverini l’aveva annunciato: contro la sentenza del Tar, che lunedì aveva imposto alla governatrice di indire le elezioni entro domani, la Regione Lazio avrebbe presentato ricorso e così è stato.

Nelle 26 pagine – depositate presso la V sezione del Consiglio di Stato – Polverini chiede l’annullamento (e nel frattempo la sospensione) della sentenza. Motivo: la decisione sulla data delle elezioni (si legge nel ricorso presentato dal consiglio regionale) non può essere considerato un atto amministrativo ma politico a tutti gli effetti. E come tale soggetto non a norme strettamente giuridiche ma “espressione della funzione di direzione e indirizzo politico del governo nazionale e di quelli regionali”. In sostanza, la decisione sulla data del voto secondo Renata Polverini è materia che non compete a un giudice amministrativo. Gli avvocati incaricati di redigere il ricorso del consiglio regionale sottolineano poi come spetti alla governatrice indire le elezioni entro il 28 dicembre (a tre mesi dunque dallo scioglimento del consiglio) ma che non è invece compito suo “disporne l’effettivo svolgimento”. Nel ricorso vengono proposti anche alcuni esempi: dopo le dimissioni di Piero Marrazzo si tornò alle urne cinque mesi dopo. “Non si comprende” scrive la regione “come mai cio’ che era corretto nel 2010 diventa illegittimo appena due anni dopo e a legislazione invariata”. Cosa che, si legge nel ricorso, “la dice lunga sulla strumentalità che ha animato” la decisione del giudici. Se la sentenza del Tar dovesse essere confermata dal Consiglio di stato, secondo la Rregione Lazio si stabilirebbe un precedente pericoloso: un palese conflitto di interessi, con il potere giudiziario che “entrerebbe prepotentemente nella sfera di competenza del potere politico”. Polverini rivendica dunque il suo diritto a stabilire i tempi, e chiede al Consiglio di Stato di decidere in fretta: la sentenza potrebbe arrivare già domani.
 
 

[15-11-2012]

 
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