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La scoperta dell'alba

di Susanna Nicchiarelli. Con Margherita Buy, Susanna Nicchiarelli, Gabriele Spinelli

di Flavia D'Angelo

Caterina insegna nella stessa facoltà in cui insegnava suo padre, misteriosamente scomparso trent'anni prima dopo l'omicidio del suo migliore amico per mano delle Brigate Rosse. Nella casa al mare di famiglia, Caterina trova un vecchio telefono ancora funzionante, con il quale riesce a mettersi in contatto con se stessa da bambina. Cercando di evitare la scomparsa del padre, la donna scoprirà insospettabili zone d'ombra della sua infanzia.

Per la sua opera seconda la Nicchiarelli decide di affidarsi all'omonimo romanzo di Walter Veltroni, rimasto per mesi nelle classifiche di vendita. Ritagliandosi la parte di Barbara, sorella minore di Caterina, la regista lascia la scena - e il peso del film - sulle spalle di Margherita Buy, meno affannata e più dolente del solito. Presentato nella sezione PIT - Prospettive Italiane della settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il film è probabilmente una delle opere italiane più attese.

La Nicchiarelli si trova a suo agio nel gestire molti degli elementi già presenti nella sua opera prima COSMONAUTA(2009): l'atmosfera retrò degli anni settanta è qui sostituita dalla cupezza dei primi anni ottanta, ma ritroviamo nuovamente un'attenzione particolare all'età di mezzo tra infanzia e adolescenza - nonostante interpretazioni del cast più giovane non certo entusiasmanti. La rilettura, attraverso vicende private e uno sguardo "giovane",delle vicende sociali di un'epoca spesso cristalizzata nel ricordo è il cuore di una pellicola che, però, si limita ad usare la trama storica più come pretesto che come fine ultimo.

Pesa sulla visione un'assenza di ritmo, a malapena compensata dall'uso di musiche d'effetto (ma invadenti) nelle sequenze più difficili da gestire perché descrittive o poco rilevanti per lo svolgimento dell'azione. La tensione, che dovrebbe insinuarsi come dubbio e sottile inquietudine, non riesce mai a decollare a causa di un uso insistito e ripetuto di ralenti e carrelli che, pur rivelando una costruzione estetica notevole dell'immagine, soffocano ritmo e coinvolgimento. La Nicchiarelli resta una promessa, sperando si liberi da sovrastrutture che non si addicono alle sue potenzialità.

 
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - nicchiarelli - buy
 

[10-11-2012]

 
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