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La Virtus torna a vincere in casa

Roma batte Reggio Emilia senza troppi problemi

Dopo sei mesi e mezzo la Virtus Roma torna alla vittoria fra le mura amiche battendo 77-66 la Trenkwalder Reggio Emilia. Non accadeva dal primo aprile scorso, quando fu Treviso ad uscire sconfitta dal Palatiziano al termine di una gara rocambolesca. Trenta minuti di ottima intensità difensiva hanno permesso ai romani di prendere un largo vantaggio, che si è ridotto poi a dimensioni decisamente più umane complice un inevitabile (o forse no) rilassamento nell'ultimo, ormai ininfluente, quarto di gioco.

Una prova, quella dei ragazzi di Calvani, che non può non essere sottolineata positivamente, sulla scia di quanto di buono intravisto nei primi ottanta minuti disputati in questo inizio di campionato. L'avversaria odierna, giova ricordarlo, era reduce sì da due sconfitte, ma entrambe di misura ed arrivate contro due sicure protagoniste del campionato come Siena e Venezia. Questa sera, invece, gli uomini guidati dal giovane coach Menetti si sono trovati davanti ad un muro difensivo che ha retto per tre quarti abbondanti, sufficienti a scavare un solco che ha toccato anche i 33 punti di margine.

Partita con il quintetto base - Taylor, Goss, Datome, Czyz, Lawal - la Virtus, dopo un illusorio 4-0, si bloccava in attacco, vittima della difesa reggiana che già aveva tenuto a punteggi bassi i precedenti avversari e che sembrava poter ripetere l'impresa anche al Palatiziano. Calvani aveva quindi bisogno di un timeout dopo neanche cinque minuti di gioco per dare serenità ai suoi uomini, e da quel momento in poi cominciava un altra partita. Era il polacco Czyz, assistito da Goss, a cominciare la lenta e costante demolizione dell'altrui difesa, con il suo dinamismo difficilmente controllabile. La maggiore fisicità dei romani prendeva via via il sopravvento (19-9 al 10') soprattutto con la prepotente entrata in scena di Gani Lawal. Il centro nigeriano scaldava l'ambiente con una superstoppata ai danni di Brunner, doppiata in attacco da una schiacciata. Cinque punti in fila di D'Ercole e il debutto a referto di Datome, rimasto a secco nel primo quarto, permettevano a Roma di toccare la doppia cifra di vantaggio (34-24 al 18') da cui mai più si sarebbe andati al di sotto. Il secondo quarto si chiudeva in gloria, con il gioco a due Taylor-Lawal concluso da quest'ultimo con un'altra schiacciata, per il 40-26 finale.

Il terzo quarto cominciava sulla stessa falsariga, con la differenza che Reggio Emilia perdeva fiducia azione dopo azione. Dopo 28 minuti di gioco la valutazione di squadra recitava 82-18 per i romani, con gli emiliani che sbagliavano tutti i tiri, compresi i pochi lasciati aperti, ed in difesa non tenevano nessun confronto diretto. Ai canestri da fuori di Goss (4/5 da tre ) si aggiungeva, spietato, il protagonista meno atteso, l'ungherese Peter Lorant, che con otto punti in fila, comprese due bombe, portava il divario a 31 punti (67-36 al 29'), per poi sigillare con il suo decimo personale il massimo vantaggio (73-40 al 32') sul quale di fatto terminava la partita della Virtus. Il seguito infatti era un lungo "tempo-spazzatura", utile agli emiliani per ridurre lo scarto a dimensioni più consone e a Greg Brunner di mettersi ancora una volta in mostra all'interno della città eterna, come da sempre gli capita. Ma i due punti erano ormai in cassaforte, e Calvani non si curava troppo dello scarto finale dando minuti anche ai giovani Tambone e Gorrieri, ma non al veterano Tonolli.

Dopo tre partite si cominciano a vedere con chiarezza pregi e difetti di questa Virtus 2012-13. Se su alcuni giocatori si può già fare sicuro affidamento - Goss, Datome, Czyz e anche D'Ercole - altri appaiono in crescita, chi più decisa - Lawal, che oggi a dire al vero non aveva grandi avversari - chi costante sia pure con qualche timidezza di troppo, e parliamo di Taylor. Gli altri, a partire da Bobby Jones, ma anche da Dagunduro, entrambi confusionari, vanno attesi con fiducia, sia pure temporanea, mentre l'exploit al tiro di Lorant si spera possa non essere un caso isolato. Quello che rimane di questa serata, tuttavia, è la quasi certezza che la squadra segue davvero il suo allenatore, e che la schizofrenia del passato sia solo un lontano ricordo.

La controprova potrebbe arrivare già dalla prossima settimana, lunedì 22 per la precisione, quando la Virtus sarà di scena a Milano per il posticipo causa Eurolega, opposta alla pretendente numero uno per la conquista dello scudetto. Se appare quasi impossibile rovesciare un pronostico scontato, sarà importante verificare i progressi di una squadra quasi totalmente nuova, e che finora sono stati costanti e promettenti al tempo stesso.

Andrea De Paolis

[14-10-2012]

 
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