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Caso Fiorito, giovedý l'interrogatorio

l'avvocato Taormina: "Il mio assistito Ŕ calmissimo"

di Luca Siliquini

“Siamo pronti a rispondere alle domande del gip e a presentare istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame”. Questa è la strategia dell’avvocato Carlo Taormina, legale di Franco Fiorito, ex capogruppo alla Pisana da ieri in carcere ed accusato di peculato, calunnia e falso. Il penalista ha oggi incontrato il suo assistito a Regina Coeli in vista dell’interrogatorio di garanzia previsto per domani giovedì al gip Stefano Aprile, firmatario del provvedimento cautelare che ha condotto il politico in cella. Lo stesso Fiorito, comunque, non sembra molto preoccupato. “Sono sereno per l’interrogatorio di domani”, ha dichiarato stamane “Er Batman” ai suoi legali nel corso delle quasi tre ore di colloquio. Dal canto suo, Taormina conferma. L’avvocato ha infatti detto di aver approfondito con il suo assistito “tutte le questioni e preparato l’interrogatorio di domani. E aggiunto: “Franco Fiorito sta una meraviglia. E’ serenissimo. Anche la notte è trascorsa tranquillamente. È pronto per domani”. Nonostante le pesanti accuse a suo carico, Fiorito e relativa difesa appaiono tranquilli e fiduciosi. Nel frattempo, dure critiche sono giunte dal Pdl in seguito all’affermazione di Taormina: “Come sta Fiorito a Regina Coeli? E’ un combattente e vecchio militante del movimento sociale”. Il primo a infuriarsi è Marco Marsilio. “Ricordo a Taormina che nessun militante dell’Msi fu mai incarcerato per peculato e/o appropriazione indebita, nessun militante della vecchia fiamma si è mai macchiato di questi reati”, controbatte aspramente il deputato.

Fa eco Fabio Rampelli. “La difesa è un diritto costituzionalmente garantito. Ma Taormina non esondi”, afferma il deputato e collega del Pdl. “Fiorito non ha nulla della dignità dei vecchi militanti del Movimento Sociale Italiano. L’avvocato non infanghi la memoria di una comunità di uomini e donne onesti che credevano e credono nella politica come servizio e, con spirito di militanza, affrontano con gioia eonestà sacrifici e lavoro. Nessun militante”, conclude Rampelli, “si è mai macchiato di reati così riprovevoli e volgari. Nessun militante ha rubato per comprarsi macchine costose e andare in vacanza a spese degli altri. Se c’era da ristrutturare una sede ci si tassava e ancora oggi molte persone che vengono da quell’esperienza si autotassano per pagarsi le attività”.
 
 

[03-10-2012]

 
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