Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Virtus Roma buona la prima

Vittoria a Pesaro nell'esordio in campionato

Prima trasferta e prima vittoria per la Virtus Roma, 71-75 sul campo della Scavolini Pesaro. Erano dieci anni esatti che la squadra romana non esordiva vincendo la prima gara in trasferta, dal 2002-2003, quello concluso con la semifinale scudetto... Difficilmente si potrà rivivere quell'emozionante epilogo di stagione, ma i giallorossi guidati da Calvani hanno offerto una prestazione con molte luci e qualche inevitabile ombra. Contributi positivi sono arrivati praticamente da tutti gli uomini scesi in campo, che hanno dimostrato di remare tutti dalla stesa parte con una già notevole coesione di gruppo, cosa totalmente assente negli anni passati.

Per la verità la partenza non è stata delle migliori, con 27 punti subiti in un primo quarto dove i padroni di casa abusavano con successo del tiro dalla lunga distanza. Bastava però serrare le fila sugli esterni per rientrare agevolmente in partita, continuando almeno inizialmente a dominare sotto i tabelloni, dove Pesaro si sapeva avrebbe sofferto. La Virtus ha sempre dato l'impressione di controllare la gara, trovando punti in attacco alternitavamente da tutti, con particolare continuità da parte di D'Ercole, alla fine top scorer con 17 punti e 5/6 da tre, e dalla prima punta Datome, molto abile a guadagnarsi falli da convertire in tiri liberi.

La Scavolini, esaurita la carica dei primi minuti, è rimasta orgogliosamente attaccata alla partita, guidata più dagli italiani, in particolare con il giovane Traini più che con gli esperti Cavaliero e Amoroso, mentre gli americani sono andati a sprazzi, tanto che il migliore alla fine è stato il "gettonaro" Sylvere Bryan, allenatosi tutta l'estate proprio con la Virtus Roma.

Pochi i passaggi a vuoto del quintetto di Calvani, il più preoccupante alla fine del terzo quarto, quando dal possibile più otto si è passati al meno uno (53-52) col quale si è chiusa la terza frazione. Ripresa la guida della gara con sei punti in fila di D'Ercole, la Virtus toccava anche il massimo vantaggio di dieci punti a meno di quattro minuti dalla fine (55-65), vantaggio che veniva amministrato senza troppa fatica dal quintetto piccolo schierato da Calvani.

Note positive, si diceva, da tutti gli uomini a referto. Se Datome e D'Ercole sono stati i match winner, Phil Goss, in campo per 39 minuti, è stato il regista della squadra ancor di più del play titolare Jordan Taylor, che pure non è dispiaciuto per disciplina e per le rare forzature. Pochi, ma buoni, i minuti offerti dall'oggetto misterioso dell'estate, il nigeriano Dagunduro, che ha dimostrato di essere un giocatore vero, e neanche male.

Anche sotto i tabelloni non sono mancatre le note positive: Bobby Jones, pur con qualche palla persa di troppo, si è sbattuto su entrambi i lati del campo, 7 punti e 7 rimbalzi per lui, cifre che sono destinate ad aumentare col passare delle giornate. Buono, e si poteva immaginare, l'impatto fisico ma anche tecnico di Czyz, mentre Lawal, dopo un inizio da incubo ha sciorinato un repertorio sorprendente per i tifosi romani, abituati a ben altri atteggiamenti. Un esordio incoraggiante, quindi, quello della Virtus, che non deve illudere vista la relativa forza della compagine pesarese, assemblata in netto ritardo rispetto a Roma, ma che conferma le sensazioni positive avute in seguito ad un mercato finalmente condotto con metodo e non con improvvisazione.

Domenica prossima la Virtus è chiamata ad un test di ben altro spessore, la sfida interna con Cantù, squadra potenziata anch'essa dal mercato e già rodata, avendo disputato, e vinto, il girone eliminatorio per la qualificazione in Eurolega. Appuntamento domenica 7 ottobre al Palazzetto dello Sport di piazza Apollodoro, per una gara che darà misura più attendibile del reale valore di questa promettente Virtus Roma versione 20102-2013.
Andrea De Paolis

[30-09-2012]

 
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