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Reality

di Matteo Garrone. Con Aniello Arena, Nando Paone

di Alessio Palma

Napoli. Luciano Ciotola gestisce una pescheria e arrotonda le entrate con il commercio illegale di prodotti casalinghi. Luciano possiede però un notevole talento comico ed istrionico, grazie al quale spera di poter entrare nella casa del Grande Fratello. Spinto dai parenti e soprattutto dai figli, si presenta ai provini del reality show. Da quel momento entra in uno stato di attesa spasmodica che condiziona i suoi rapporti più stretti e la sua percezione dell’esterno.

Vincitore del Grand Prix all'ultimo festival di Cannes, il nuovo lavoro di Matteo Garrone, a quattro anni dal risultato eclatante di GOMORRA, rappresenta un sensibile cambio di rotta dalle opere precedenti. Se il potente affresco tratto dal libro di Saviano, come anche L’IMBALSAMATORE e PRIMO AMORE, mostravano un regista estraneo ai generi tradizionali del cinema italiano, REALITY sceglie, pur con un taglio del tutto personale, la strada della commedia. Una commedia grottesca e di fondo sgradevole, sviluppata su un soggetto che non sarebbe dispiaciuto al Comencini più nero o al Monicelli più dissacrante.

Il film parte come il ritratto corale di un nucleo familiare e del contesto in cui è inserito, Napoli, città che conserva un’anima autentica (la pescheria, le case popolari) deturpata dalla modernità (matrimoni ultra kitsch e centri commerciali). Pian piano, però, si concentra sul protagonista, fagocitato nel mondo illusorio dell’apparenza, non solo televisiva, descrivendo minuziosamente la sua perdita di contatto con tutto quello che lo circonda.

La deriva allucinatoria di Luciano assume caratteri sempre più ossessivi. E la regia coerentemente vi si adegua privilegiando le semi-soggettive: in questo modo vediamo quel che vede lui pur mantenendo una  distanza dal personaggio che ci consente comunque di collocarlo nel reale. La colonna sonora di Alexandre Desplat accentua questo clima di sospensione tramite una partitura misurata, che interviene in pochi momenti. Garrone riesce così, ancora una volta, a parlare concretamente della realtà italiana attraverso uno stile astratto. Che, come dimostra il bellissimo finale dai toni onirici, può essere la chiave espressiva più valida per visualizzare le bruttezze del presente.

Reality, guarda il trailer
 



votanti: 8
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - garrone - arena - paone - gerini
 

[28-09-2012]

 
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