Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Grindhouse - A prova di morte

di Quentin Tarantino. Con Kurt Russel, Rosario Dawson

 di Svevo Moltrasio

Ormai in pensione Stuntman Mike si diverte a corteggiare belle ragazze per poi tormentarle lungo le strade con la sua macchina truccata: abituato a farla franca se la vedrà brutta quando prenderà di mira delle colleghe.

L’ultimo lavoro di Quentin Tarantino arriva in Italia nella nuova versione, presentata al recente festival di Cannes, orfana del capitolo gemello PLANET TERROR di Robert Rodriguez: sul territorio americano i due film presentati insieme si sono rivelati un sonoro fiasco, tanto che la produzione per il mercato europeo ha preferito separarli.

Nel proseguire la strada degli omaggi il regista americano questa volta si rifà alle pellicole a bassissimo costo che andavano di moda nelle piccole sale statunitensi degli anni 70, storie a base di macchine, belle ragazze e sangue. Attenzione però, ci sono anche omaggi al nostro cinema, Argento in testa. Tarantino ricrea un finto audio mono, gioca a rovinare la pellicola con sbalzi improvvisi e sporcature, tutto per raccontare due volte lo stesso soggetto. Il film è sfacciatamente vuoto e insensato, messa in scena costosa di un capriccio sconclusionato, tra colori che vanno e vengono, personaggi presentati ed abbandonati, dialoghi interminabili e piani sequenza inutili.

Difficile confrontarsi con un’operazione tanto personale: ormai riconoscere il talento di Tarantino è sempre più complicato, nascosto dietro un’idea di cinema dal corto respiro. Forse il regista nel suo palese divertimento superficiale è anche sincero, molto di meno lo sembra certa critica che continua a vederne delle astruse qualità geniali.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[10-06-2007]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE