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E' stato il figlio

di Daniele Ciprý. Con Toni Servillo, Alfredo Castro

di Francesco Picerno

La famiglia Ciraulo vive in povertà in un degradato quartiere di Palermo. L'uccisione della figlia piccola per mani mafiose e il risarcimento economico dallo stato, porteranno il capo famiglia ad acquistare una Mercedes di lusso.

Esordio alla regia (dopo le importanti  collaborazioni con Maresco) per Daniele Ciprì, E' STATO IL FIGLIO, è stato presentato all'ultimo festival di Venezia dove ha vinto il premio della Giuria come miglior contributo tecnico. Narrato in un tempo futuro  - all'interno di un ufficio postale -  da un signore trasandato interpretato da un bravissimo Alfredo Castro (già apprezzato per la sua intensa intepretazione in TONY MANERO) il film tocca  le classiche corde della commedia grottesca, dove si percepiscono echi di autori come Pasolini e Fellini, unite a un cinismo nel rappresentare le povertà sociali di una famiglia siciliana allo sbando. 

Aiutato da una sceneggiatura senza cadute di stile ma senza nessun particolare colpo di scena, Ciprì mette in mostra  tutte le sue qualità stilistiche, usando benissimo i mezzi tecnici a disposizione per dare uno sguardo originale sulla decadenza e la disperazione di una modesta famiglia di Palermo (ben recitata grazie  a  Toni Servillo  e ad una  sorprendente Aurora Quattrocchi)  . Strozzini, cantieri, gite in squallide spiagge e mafiosi, tutto un calderone  fatto di sequenze azzeccatissime (la morte della figlia, il dialogo in famiglia mentre decidono di acquistare la macchina) e una messa in scena che dovrebbe essere da esempio per qualsiasi autore italiano. 

Forse il genere stesso limita le grandezza del film: parliamo sicuramente  di una commedia cattiva, ma che, forse, non si spinge troppo in  territori morbosi e sociali degni delle realtà raccontate. I temi e la realizzazione complessiva sono però  quelli del cinema importante, che, oltre ad un impeccabile qualità tecnica, ha anche una tradizione consolidata; e questo film, oltre ad essere  all'altezza del grande cinema italiano, è anche una perfetta opera prima.

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[14-09-2012]

 
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