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Omicidio a Terracina, sgarro al clan

la vittima, Gaetano Marino era stato citato da Saviano. Libera: "Sul litorale pontino emergenza criminalità"

E' stata una scena da "far west2 quella a cui hanno assistito decine di persone sul litorale di Terracina, in provincia di Latina. La cittadina sul mare molto frequentata sia da romani che napoletani, è stata teatro di un omicidio in pieno giorno. La vittima, Gatano Marino, 48 anni, aveva ancora le ciabatte indosso ed era in costume, quando giovedì pomeriggio è stato crivellato di colpi da due killer nei pressi dello stabilimento balneare "La Sirenella". 

L'omicidio del boss degli "scissionisti" napoletani continua a scuotere Terracina. Un'area in cui persone, dialetti e interessi si intrecciano di continuo tra Lazio e Campania. Ed è proprio su quel confine, fin troppo sottile, che si stanno indirizzando le indagini per capire se il boss sia stato freddato per una faida tra clan napoletani o per eventuali interessi non ben visti dalla criminalità locale. Per il momento gli inquirenti propendono per la prima ipotesi, considerando ''altamente probabile'' una spedizione punitiva direttamente da Napoli a causa di uno sgarro tra clan della Camorra. A conferma di questo c'è anche il fatto che a Terracina '''O moncherino'' - così come era chiamato il boss Marino - non aveva particolari interessi, né economici né imprenditoriali, ma si trovava in vacanza con la famiglia. Gli investigatori hanno sentito decine di testimoni, tra parenti e passanti, e l'amico che era con lui in spiaggia prima dell'esecuzione, per cercare di ricostruire nel dettaglio l'agguato e soprattutto ottenere informazioni utili per individuare gli assassini. Molti testimoni hanno visto il killer che in strada sparava decine di colpi, altri hanno notato una Punto Grigia fuggire. C'è anche chi sostiene che l'obiettivo dell'omicidio sia stato quello di inviare un ''messaggio sul territorio''. 

Gaetano Marino era stato citato da Roberto Saviano durante una trasmissione tv. Il giornalista campano descrisse così il personaggio.  ”Gaetano Marino è ai vertici degli Scissionisti, detti anche Spagnoli, usciti vincitori della guerra interna al cartello dei Di Lauro. Hanno partecipato alla faida i Marino. Gaetano infatti è fratello di Gennaro Marino, promotore militare della faida. Sono detti i McKay perché il padre Crescenzo (ucciso dai Di Lauro come vendetta) somigliava a un vecchio personaggio di una serie televisiva western. Gaetano fu scovato nel dicembre 2004 in un albergo di lusso della costiera sorrentina, si nascondeva lì per sfuggire alla vendetta dei killer rivali che lo cercavano, ed era sempre accompagnato dal suo maggiordomo che aveva il compito di accudirlo. Gaetano Marino non può mangiare da solo, non può cucinare, non può aprire le porte, non può nemmeno bere da solo. Perse entrambe le mani per lo scoppio di un ordigno. Guerra di camorra con i Ruocco, anni ’90, si voleva fargli saltare la villa e una bomba gli esplose in mano. Questa è una delle versioni. Altri dicono che perse le mani perché stava lanciando una bomba a mano esplosa prima del tempo. Gaetano Marino è stato per la camorra una sorta di ambasciatore dei sodalizi di Secondigliano con la mafia albanese, come dimostrato dall’inchiesta del Gico di Bari dell’ottobre 2010″.

Libera - Una esecuzione "agghiacciante", che dimostra come "sul litorale pontino sia vera emergenza criminalita'". Un'emergenza "che deve richiamare le istituzioni, la politica ad assumere interventi e decisioni di responsabilità non più rinviabili". Cosi' l'associazione antimafia "Libera" commenta la notizia dell'agguato nel quale è stato ucciso a Terracina un boss della camorra. "Ormai - spiega Libera - l'agro pontino è diventato la nuova sede sociale e operativa per il capitale economico delle mafie e in particolar modo dei casalesi e di clan dell'area napoletana".
 
 

[24-08-2012]

 
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