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Morte del neonato a San Giovanni, il piccolo era nato sano

entro il 10 agosto la relazione ai Pm, oggi svolta la seconda autopsia

La morte del neonato deceduto al San Giovanni lo scorso 29 giugno potrebbe essere dovuta ad una dose di latte iniettato in vena, ad un'infezione o ad un ritardo nei soccorsi. Sono queste le tre le ipotesi al vaglio degli esperti che stanno svolgendo gli accertamenti medico legali. Il piccolo, secondo un primo esame, era nato sano ed era in grado di sopravvivere. Stamattina il consulente nominato dalla Procura, il dottor Saverio Potenza, ha svolto l'autopsia nell'istituto di medicina legale di Tor Vergata. Sulle cause della morte, nonostante siano state effettuate due autopsie, restano però ancora molti dubbi: Marcus era nato sano e dopo una lieve crisi respiratoria, le sue condizioni si erano stabilizzate. Poi, nel reparto di neonatologia del San Giovanni, al piccolo era stata somministro del latte per via endovenosa anziché una soluzione fisiologia. Un errore che avrebbe compromesso lo stato di salute del neonato in maniera seria.

Le verifiche dei consulenti continueranno il 3 agosto ed entro il 10 dovrebbero fornire ai pm un quadro completo per valutare anche la posizione dei sette medici e dei 13 infermieri indagati per omicidio colposo. Tra questi c’è anche il primario Caterina De Carolis, direttrice del reparto di Neonatologia del San Giovanni, sospesa già dall’incarico dalla direzione sanitaria.

 
 

[27-07-2012]

 
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