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Tor Sapienza, degrado senza fine

la segnalazione di un lettore

E’ all’interno del grande raccordo anulare ma sembra appartenere a tutt’altro contesto urbano. Tor Sapienza, zona est della Capitale, nella segnalazione di alcuni residenti la denuncia dello stato di degrado in cui versa il quartiere. Ne è un esempio l’area a ridosso del parco “Barone Rampante”, tra viale Morandi e viale de Chirico, dove l’erba bruciata accoglie una struttura sportiva fatta costruire nel 2007 dalla giunta Veltroni ma mai entrata in funzione. All’interno porte divelte, sanitari in frantumi, vetri rotti, mura imbrattate. Il tendone è forato in più parti, il soffitto –l’unico intatto perché irraggiungibile- fa da contrasto con il resto della struttura. Risultato? Almeno 100mila euro di danni a spese del Comune.

Ma nel viale adiacente lo scenario è ancora più ripugnante. Per terra quello che rimane degli incontri tra prostitute e clienti,  nell’erba incolta diversi rifiuti ingombranti, nel complesso una discarica a cielo aperto. Questo accade proprio a ridosso delle immancabili nuove edificazioni, nonostante la zona pulluli di affittasi e vendesi, in una città in cui 250mila appartamenti risultano vuoti. In quelli venduti a Tor Sapienza non mancano poi le sorprese, come accaduto a questa signora, il cui terrazzo affaccia direttamente su una distesa di eternit.

Criminalità in aumento, prostituzione ad ogni ora del giorno, baraccopoli in espansione, blocchi di case popolari in rovina. Queste le principali denunce dei residenti. Ma l’impressione è che a Tor Sapienza gli spazi pubblici siano in realtà i luoghi di nessuno.





La massima espressione di degrado ed inciviltà è offerta da un ponte costruito nel 2004, non uno qualsiasi perché intitolato ad Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio. La targa in suo onore è sfregiata da scarabocchi, la struttura in legno è inaccessibile da più di due anni, da quando è stata colpita da un incendio di natura dolosa, i materiali utilizzati si deteriorano rapidamente. In un articolo dell’Unità datato 2003, un assessore evidenziava l’importanza dell’opera, a coronamento di un progetto rivolto a più di 500 ragazzi delle scuole locali. 

“Hanno deciso di dedicarle un ponte speciale – si legge nell’articolo- che rappresenta la rinascita di un quartiere destinato da anni al degrado. E che – si conclude- rompendo l'isolamento è tornato a vivere”. Una vita difficile a quanto pare, visto che la zona – dieci anni dopo- è più che mai agonizzante.
 
 

[24-07-2012]

 
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