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Sentenza crollo via di Vigna Jacobini, nessun colpevole

scagionata la tipografia che operava nel seminterrato

Si è concluso il processo d’appello per il crollo della palazzina in via di Vigna Jacobini. Crollo che il 16 dicembre del ‘98 provocò la morte di 27 persone.

Ebbene per quella tragedia non ci sono colpevoli: il processo d’appello si è infatti concluso con l'assoluzione di Mario Capobianchi, uno degli amministratori della tipografia che era nel seminterrato dello stabile crollato. L'uomo, in primo grado, era stato condannato a due anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. La formula utilizzata dal giudice oggi, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, è l’assoluzione "perché il fatto non costituisce reato”.

Nel corso del procedimento lo stesso rappresentante della Procura aveva chiesto l'assoluzione dell'imputato. Il magistrato, nel corso della sua requisitoria, ha fatto riferimento alla perizia svolta su incarico della Corte D'Appello in base alla quale il crollo è stato causato da "carenze progettuali, scarsa qualità ed estrema disomogeneità del calcestruzzo", oltre che dalla "riduzione con il tempo della portanza dei pilastri". I periti, di fatto, hanno scagionato la società di tipografia che operava nel seminterrato dalle responsabilità della tragedia.

 
 

[11-07-2012]

 
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