Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Carla Verbano, aperta la camera ardente

la madre di Valerio si è spenta all'età di 88 anni

Nella palestra popolare intitolata al figlio, ucciso 32 anni fa da un gruppo di neofascisti, l'ultimo saluto di chi ha condiviso e sostenuto la sua battaglia. La camera ardente di Carla Zappelli Verbano, deceduta all'età di 88 anni, è stata aperta alle 10 in in via Isole Curzolane, al Tufello. In migliaia nei giorni scorsi si sono recati nella sua abitazione di via Monte Bianco, la stessa in cui il 22 febbraio 1980 tre indivudui coperti da passamontagna l’avevano legata, con il marito, e costretta ad assistere all’esecuzione di Valerio.

In questi 32 anni la giustizia non è riuscita ad individuare i nomi dei colpevoli, nonostante fosse chiara la matrice dell'omicidio: le indagini sono state aperte, chiuse e ancora riaperte nel 2011. Le ultime speranze, probabilmente vane, in alcune tracce di Dna rilvate nell'abitazione. Carla Verbano non si è mai arresa, nonostante la sua grave malattia, gestendo un blog, due profili Facebook, presenziando a numerosi eventi, pur di mantenere viva la memoria del figlio e per "conoscere persone che hanno conosciuto Valerio o che ne hanno sentito parlare e anche per sapere se qualcuno ha idea dei suoi assassini".

Tra gli amici e i numerosi giovani che hanno fatto propria la battaglia di Carla, anche il ricordo delle istituzioni: "Ora sta a noi continuare a impegnarci per la verità e la giustizia, così come ha fatto per tanti anni una donna coraggiosa come Carla Verbano”. Così il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che questa mattina ha visitato la camera ardente della donna. Questo il commento di Maria Gemma Azuni, presidente del gruppo misto (SEL): "Ci ha lasciati Carla, ucciso in casa da un commando di estrema destra. Una donna, una madre coraggio che ha dato tutta la sua vita per cercare le ragioni sulla morte del figlio, avvenuta 32 anni fa, nella loro casa. Da molto tempo, questa donna dolce e tenace era malata e non ha mai smesso di pretendere che fosse fatta giustizia. Senza mai autocommiserarsi ha raccontato le difficoltà di una donna che non si era mai occupata di politica e sola ha portato avanti la sua battaglia alla ricerca della verità. E’ andata via, senza che su quel giorno sia stata fatta luce, senza giustizia".
 
 

[07-06-2012]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE