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Vendita Acea, ancora polemiche in Campidoglio

Alemanno: "Non cederemo di un passo". L'opposizione: "Il sindaco usa impropriamente il mandato"

In assemblea capitolina manca ancora una volta il numero legale e  la discussione sulla vendita del 21% di Acea slitta per l’ennesima volta. Mentre si rimandano a domani i lavori nell’Aula Giulio Cesare il sindaco Alemanno attacca l’opposizione rea di praticare un ostinato ostruzionismo a suon di emendamenti. Sono circa 100.000 quelli presentati sulla discussione delle delibere 31 e 32. Delibere che riguardano apppunto la cessione del 21% acea e la costituzione della holding capitolina che gestisce i servizi legati ad energia ed acqua. Se il consiglio lavorasse a pieno regime –ha detto alemanno- ci vorrebbero oltre 7 mesi per chudere la discussione. In dialetto romanesco il sindaco ha ribadito piu’ volte che in questo modo “non se po’ fa”. Per dare un’idea del numero di emendamenti presentati  alemanno ha portato in conferenza i faldoni ed ha accusato l’opposizione di tenere in ostaggio la maggioranza.

"Questa è una situazione a cui non volevamo arrivare - spiega il sindaco - in questo momento c'è un forte stallo nei lavori frutto dell'ostruzionismo dell'opposizione. Le migliaia di emendamenti presentati, la maggior parte in fotocopia, porterebbero a non riuscire ad approvare in tempo il bilancio e a non addivenire ad una soluzione per Acea. Con tutti questi emendamenti anche se si lavorasse a pieno regime ci vorrebbero oltre 7 mesi per chiudere la discussione. E' un'evidente dimostrazione della volontà ostruzionistica dell'opposizione -conclude il sindaco- Quale è il loro obiettivo? Bloccare Roma e far cadere la Giunta Capitolina".

Per evitare il forte stallo dei lavori il Pdl proporrà in Assemblea di accorpare tra loro gli emendamenti fotocopia. Inoltre la giunta si è tutelata slegando la delibera 31 e 32, anche se la 32 non dovesse essere approvata, il bilancio potrebbe passare lo stesso ma senza investimenti, voce che sarebbe “riempita” con gli introiti della vendita di Acea. Se Alemanno promette di non cedere di un passo, anche l’opposizione non cambierà strategia. "Il vero responsabile di questo stato di paralisi è proprio il sindaco Alemanno -dice Daniele Ozzimo, consigliere Pd Assemblea Capitolina-. E' chiaro che il sindaco usa il impropriamente il proprio mandato elettorale per la privatizzazione di Acea, una vendita dell'acqua pubblica che non è accettata dai romani. Appena un anno fa il referendum è stato molto chiaro su questo e noi non vogliamo assolutamente retrocedere di un millimetro".

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[05-06-2012]

 
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