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Mia sorella Emanuela

di Pietro Orlandi - Fabrizio Peronaci

di Paolo Tripaldi
 
Mentre la Procura di Roma nel tentativo di far luce sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi ha ordinato l'ispezione della tomba del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, detto Renatino, esce la nuova edizione del libro che  ci mostra per la prima volta la sofferenza privata che per quasi trent'anni ha logorato la famiglia Orlandi.  Con "Mia sorella Emanuela" Pietro Orlandi insieme al giornalista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronaci, ci apre le porte di un incubo che sembra non avere mai fine.

Sembra quasi di vederlo Pietro, oggi 51enne e padre di sei figli, mentre nella sera del 22 giugno 1983 in sella alla sua moto Suzuki cerca freneticamente la sorella quindicenne Emanuela non rientrata a casa dopo aver seguito la lezione di musica nel conservatorio di Sant'Apollinare, nello stesso complesso dove qualche anno dopo verrà sepolto "Renatino".
Le pagine di “Mia sorella Emanuela” trasmettono tutta quella impotenza provata dall’intera famiglia Orlandi compreso Ercole, il padre dipendente della Prefettura della Casa Pontificia e morto nel 2004 senza essere riuscito a sapere la verità sulla fine di sua figlia Emanuela.  Oggi Pietro ha raccolto il testimone  e quanto e più di suo padre  continua a battersi  per la verità .   

Quello di Pietro Orlandi e' anche  un dolore accompagnato da rimorsi che lacerano il suo animo.  Primo fra tutti quello di non aver accompagnato la sorella Emanuela a lezione quel pomeriggio del 22 giugno: il suo ultimo ricordo di Emanuela, racconta Pietro nel libro, e’ quello di lei che insiste per il passaggio in moto e lui che più volte si rifiuta.  Una scena insignificante che però dopo la scomparsa della sorella si e’ impressa nella sua mente.  Altro rimorso, spiega Pietro Orlandi, e’ quello di  aver  trascurato per anni la sorella Cristina, la più piccola che all’epoca frequentava la scuola media, il cui dolore ,  nella frenesia delle disperate  ricerche di Emanuela,   è stato sottovalutato da tutti.
Pietro ha studiato tutte le carte delle diverse inchieste che si sono occupate della scomparsa di sua sorella, ha seguito personalmente decine di piste poi rivelatesi false.  Il dato certo che emerge da tutta la vicenda è che gli Orlandi hanno pagato a caro prezzo l'essere cittadini del Vaticano. Sono finiti senza volerlo al centro di intrighi internazionali e giochi di potere.

Il punto di non ritorno della triste vicenda è il 30 giugno del 1983, otto giorni dopo la scomparsa, quando i manifesti con la fotografia di Emanuela vennero affissi per le strade di Roma.  Da quel  momento in poi telefonate, messaggi in codice, piste turche e bulgare, intrecci internazionali per la liberazione dell’attentatore di Giovanni Paolo II,  Alì Agca,  fino ad arrivare alla banda della Magliana , hanno alimentato sempre più  quello che  già rappresentava un tormento per la famiglia Orlandi.

Nel libro “Mia sorella Emanuela” Pietro Orlandi sottolinea che se la banda della Magliana ha avuto un ruolo si è trattato solo di manovalanza mentre i mandanti sarebbero ben altri.  Pietro ricorda che lo stesso  Papa Wojtyla nel corso di una visita fatta la notte di Natale  nell’abitazione in Vaticano della famiglia Orlandi confidò che Emanuela era stata rapita da un’organizzazione terroristica internazionale.  Pietro Orlandi è certo che la scomparsa di Emanuela vada messa in relazione all’attentato a Giovanni Paolo II avvenuto due anni prima e per questo chiede che i vertici del Vaticano dicano tutto quello che sanno.  Ha inoltre promosso una petizione rivolta  al Papa e firmata da decine di migliaia di persone  per chiedere tutta la verità sulla vicenda.

In appendice alla nuova edizione del libro “Mia sorella Emanuela”, Fabrizio Peronaci  ha inserito un ‘appunto riservato’ di padre Federico Lombardi, portavoce di Benedetto XVI,  che esamina punto per punto la prima edizione di questo libro e probabilmente richiesto dal segretario particolare del Pontefice. Maria, la mamma di Emanuela, vive ancora nell’appartamento di porta Sant’Anna ed ha conservato intatta la stanzetta di Emanuela: da 28 anni aspetta ancora il suo ritorno.

Autore: Fabrizio Peronaci  -  Pietro Orlandi
Titolo:  Mia Sorella Emanuela
Editore: Edizioni Anordest

[23-05-2012]

 
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