Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Nasce la Terza Repubblica. Il Movimento 5 Stelle conquista Parma

I partiti non hanno saputo resistere all'astensionismo e all'avanzata dei grillini

di Enrico Ferrara

L'Italia sta vivendo una fase di transizione: di vuoto politico, di incertezza economica e di instabilità sociale. E ne sente tutto il peso.Come ogni corso e ricorso storico di passaggio, sentiamo tutti l'affanno e l'inquietudine di mesi difficili, senza  alcuna certezza sugli assetti e i nuovi equilibri di domani.Vent'anni dopo la strage di Capaci, ricominciano le bombe e le azioni terroristiche.
Nulla rispetto a quelle del 92-92, perchè dIverse sono le cause. Diverse le motivazioni. Altrettanto gli scopi.La tensione sociale, che oggi si respira, sembra essere molto più pericolosa di quella di allora e pronta a detonare da un momento all'altro.

Aggravata da una crisi economica, che pesa, giorno dopo giorno
, sulle famiglie in difficoltà, è sicuramente acuita dalla crisi del potere politico.
Il Potere a Roma, ancor di più in questo frangente di immobilismo tecnico, non si sa chi lo imbrigli, chi lo regga, chi lo pieghi agli obiettivi di risalita di una china dolorosa.

Le elezioni amministrative, i cui ballottaggi si sono conclusi ieri, fotografano uno scenario politico già preannunciato e prevedibile, ma non per questo meno problematico. Gli equilibri sono stati, dall'esito delle urne, ridisegnati e riplasmati, ma ancora non profilano un'alternativa organica al sistema che stanno contribuendo a picconare.Il messaggio è chiaro e disarmante nella nettezza dei suoi contorni.

E' stata sconfitta la Politica. Tutta, da destra a sinistra, passando per un Centro che non ha ancora capito quale sia la sua identità. Tutti abbattuti sotto i colpi dell'astensionismo e della necessità, gridata e invocata da troppo tempo, di cambiamento. Di novità e rinnovamento. La seconda Repubblica si è suicidata; è venuta meno per sua stessa mano, ma la gerontocrazia d'apparato ancora non si rassegna all'idea nè alla volontà di cedere il passo.

Il segnale che i cittadini hanno lanciato in queste elezioni,
consumatesi tra più drammi, è inequivocabile. Se i partiti non avranno la forza nè la capacità di ripensarsi dalle fondamenta, ritornando ad un rapporto diretto e sincero con i cittadini; se non ripristineranno la primigenia funzione di rappresentanza di interessi collettivi, smettendo i panni dei comitati d'affari e di delinquenza; se non vorranno rinnovare completamente la classe dirigente, offrendo uomini e proposte credibili, i cittadini si ribelleranno. Come ieri e molto più. Altro che boom del Movimento 5 Stelle, sarà per loro un'ecatombe.

Una campagna elettorale volutamente sotto tono ha portato ad un turno amministrativo all'insegna della rabbia e della disillusione, del risentimento più aspro verso la classe dirigente, che ha portato allo sfacelo il sistema.

C'è anche, però, chi ne esce vittorioso. Hanno vinto l'astensionismo, che ha toccato il record storico, e il Movimento 5 Stelle, sponsorizzato da Beppe Grillo. Parma è capitolata, espugnata dai "grillini" guidati da Federico Pizzarotti. La prima grande città guidata da un cittadino della rete. Una novità esplosiva, che spariglia le carte nel mazzo dell'antipolitica. Per Grillo e i suoi, il tempo della reazione rabbiosa e dell'invettiva acre sembra essere finito. Hanno conquistato il diritto di esser messi alla prova. Quella più dura, la prova dei fatti.


Parma segna la nascita della Terza Repubblica, nata nelle stesse circostanze in cui aveva visto la luce la precedente: all'insegna degli scandali che coinvolsero tutta la classe politica, durante una crisi economica non ingente come l'attuale, in cui un'intero Paese era allo sbando. Gli stessi di allora oggi cadono, incapaci di interpretare le necessità di cambiamento e il bisogno di rinnovamento. E non lasciano la speranza, che c'era allora, di una stagione migliore. 
 
 

[22-05-2012]

 
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