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Rapina a Spinaceto, il bandito ucciso ex membro Banda della Magliana

rintracciato anche il terzo complice ferito

L'agguato a due gioiellieri è stato fatale per un ex boss della banda della Magliana coinvolto nei primi anni '90 nell'omicidio di Enrico De Pedis, freddato a Campo de Fiori. Durante la sparatoria di Spinaceto è rimasto ucciso Angelo Angelotti, aveva 62 anni.

Insieme ad altri due complici, alle 5 della mattina di sabato, Angelotti tenta un agguato a due fratelli gioiellieri che trasportano in auto, nella zona di Spinaceto, un campionario di preziosi dal valore di 75.000 euro. Un colpo da film e dalla dinamica, però, ancora poco chiara. Angelotti cade sotto i colpi dei due orefici, i fratelli Luca e Andrea Polimadei, mentre un altro bandito, Stefano Pompili, già arrestato per l'omicidio di un gioielliere a Firenze, resta ferito e si dà alla fuga. Un terzo bandito viene ferito gravemente. Pompili, più tardi, braccato dagli uomini delle volanti e della squadra mobile, viene rintracciato al Cto dove si era recato per farsi curare. Ai sanitari dirà di essere rimasto ferito in una lite sotto casa. Armati di revolver i due fratelli, proprietari tra l'altro di un ComproOro, hanno sparato ai banditi per difendersi ma, viceversa, non si ha la certezza che i rapinatori abbiano avuto il tempo di rispondere al fuoco. A complicare il lavoro agli investigatori l'assenza di testimoni oculari della sparatoria.

L'agguato è stato probabilmente pianificato da giorni. A largo Buzzelli, a Spinaceto, i tre banditi a bordo di un furgone, risultato poi rubato, affiancano l'auto dove viaggiano i due fratelli, la speronano e poi bloccano la vettura. I tre aggressori hanno proiettili in canna e puntano due pistole, un revolver e una semiautomatica 7 per 65, contro i due gioiellieri. I gioiellieri però non si fanno cogliere di sorpresa: uno scende e inizia a sparare contro i banditi. Entrambi hanno regolare porto d'armi. Sotto il fuoco cade Angelotti, un altro resta gravemente ferito mentre Pompili, colpito all'addome, si dà ad una fuga disperata. Subito scattano le indagini e, grazie al lavoro svolto dalla polizia scientifica e all'analisi delle immagini di alcune telecamere sul posto, gli agenti sono in breve sulle tracce del bandito in fuga. Ben presto emerge anche l'identità del rapinatore morto, Angelo Angelotti, in passato già arrestato perchè avrebbe attirato Renatino nell' agguato mortale di via del Pellegrino, dietro a Campo dè Fiori. Con curriculum criminale è anche Stefano Pompili, 50 anni, il malvivente rintracciato al Cto: arrestato nel 1999 per l'omicidio di un gioielliere a Firenze avvenuto nel 92 durante una rapina. La pista della rapina è naturalmente quella privilegiata ma le indagini non scartano per ora nessuna ipotesi investigativa, neanche quella legata alla malavita organizzata.
 
 

[28-04-2012]

 
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