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Diaz - Non pulire questo sangue

di Daniele Vicari. Con Jennifer Ulrich, Elio Germano, Claudio Santamaria

di Alessio Palma

La sera del 21 luglio 2001, all’indomani della morte di Carlo Giuliani e delle devastazioni ad opera dei black block, la polizia fa irruzione nella scuola Diaz di Genova, in cui sono ospitati molti degli attivisti e dei manifestanti che partecipano alla protesta contro il summit del G8. Le forze dell’ordine si rendono responsabili di bestiali soprusi che continuano nella caserma di Bolzaneto dove sono condotti alcuni degli arrestati.

Il film di Vicari ha il merito, scontato fin che si vuole ma da sottolineare, di affrontare una delle pagine più sconcertanti della nostra storia recente, la cronaca di un massacro perpetrato ai danni di civili inermi come nel peggiore dei regimi totalitari. E non si tira indietro di fronte alla rappresentazione della violenza: la lunga sequenza del raid nella scuola e forse ancor più quelle delle umiliazioni inflitte a Bolzaneto sono un pugno nello stomaco.

Eppure sono diverse le cose che non convincono. La struttura narrativa è farraginosa: segue le storie di alcune figure emblematiche dell’atmosfera di quei giorni (un giornalista, un’attivista tedesca, un sindacalista, un membro del Genoa Global Forum) senza focalizzarsi su un soggetto in particolare. Il film così non ha un protagonista ma neppure una dimensione corale accentuata e il racconto è costretto a continui salti temporali per legare insieme i destini dei personaggi, con un effetto spesso rigido.

Ma, quel che è più importante, DIAZ non riesce a evidenziare la connessione tra quella violenza e il disegno, di matrice politica, volto a infliggere un mortale colpo di grazia al movimento no-global. Certo, la polizia è un organo dello Stato ma nel film le istituzioni di fatto non compaiono e il loro ruolo non è mai pienamente chiarito. Nè lo sono i fondamenti ideologici e le motivazioni dei manifestanti anti-globalizzazione riunitisi a Genova, descritti in modo approssimativo e stereotipato. Resta la condanna senza appello a quegli atti di cieca violenza, e ciò suona come un risarcimento nei confronti delle vittime. Se DIAZ avesse messo in luce anche la strategia che ne fu alla base avrebbe offerto un risarcimento ancora maggiore.
 



votanti: 6
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[14-04-2012]

 
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