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Tasse, la stangata dell'Imu

a giugno l'acconto, a fine anno il conguaglio.

Per i romani è un brutto risveglio; la reintroduzione dell’imposta immobiliare stabilita dal governo Monti con il dlgs n.23/2011 farà sobbalzare più di un proprietario immobiliare. Quanto al calcolo, alla faccia delle semplificazioni, si tratta di un sistema cervellotico che farà certamente la felicità dei commercialisti.

Al momento l’aliquota fissata da Roma capitale è vicina ai massimi previsti e il pagamento suddiviso in due tranche:  l’acconto del 50% andrà versato entro sabato 18 giugno intanto sulla base dei minimali (4x1000 sull’abitazione principale, quella dove si ha la residenza anagrafica e si dimora abitualmente; il 7,6x1000 su seconde case e altri tipi di fabbricati). Il conguaglio calcolato sui previsti 5 per mille e 10,6 deciso sarà da saldare entro il 16 dicembre. Fino al 30 settembre, però, in base al gettito dell’acconto, il comune potrà intervenire con ulteriori variazioni.

Punto fermo della base imponibile è il valore della rendita catastale, ricavata dall’atto di vendita rivalutata del 5%. Anche per passare dalla rendita al valore dell’immobile sono stati stabiliti dei moltiplicatori più alti: per le abitazioni del gruppo A il coefficiente ai fini Imu passa da 100 a 160; è di 80 invece per uffici e studi privati. Nell’accatastamento conteranno poi il numero dei vani: una stanza di 12 metri corrisponde a un vano; bagni e corridoi un terzo di vano; soffitte e cantine un quarto. Ulteriore differenziazione è data dalle le zone censuarie, che a Roma sono sette disposte in maniera concentrica intorno alla zona 1 (centro storico). La zona due comprende Prati, Trastevere, Gianicolo e Castro Pretorio. E fin qui nessun dubbio. Evidenti i le contraddizioni invece per le altre: la zona 3 comprende Parioli, Torpignattara e Casilino;  la 4 Collina Fleming e Centocelle;  la 5 Gianicolense, Quarto Miglio e l’Eur;  la 6 Trigoria, Infernetto e la Giustiniana; Ostia e il litorale sono nella zona 7. 

Per ogni zona censuaria il valore catastale può variare considerevolmente, così come incide in maniera determinante l’eventuale locazione dell’immobile. Non contano invece le distinzioni tra fra case sfitte, affittate a conone concordato, libero o ad uso gratuito.

L’imposta dovuta per l’abitazione principale potrà essere portata in detrazione per 200 euro, maggiorata di 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni residente, fino a un massimo di 400. Unica modalità di versamento prevista è il modello F24. Il gettito complessivo atteso è di oltre 650 milioni di euro. 
Che si tratti comunque di una tassa che inciderà parecchio sulle tesche dei cittadini lo si capisce da un alcuni esempi: a Torpignattara per una prima casa di 5 vani si pagheranno intrno agli 840 euro, all’Eur 660, a Ostia 389. Cifre che vanno triplicate se si tratta di seconda casa o altre destinazioni.

Imu. Tabelle delle Zone Censuarie e delle tariffe, dal sito del Campidoglio
 
TAG: casa - imu - tasse
 

[10-04-2012]

 
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