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Salaria, dopo l'incidente le proteste dei ciclisti

"Chiediamo pi sicurezza e piste ciclabili all'altezza"

Dopo l'incidente in cui è stata investita ed uccisa la ciclista 22enne Alice Di Pietro, su quel tratto di via Salaria si continua a correre. E' il chilometro 13.300, una delle vie consolari più trafficate della Provincia di Roma, sull'asfalto sono ancora evidenti i segni di una tragedia accaduta non per caso. Alice stava attraversando sulle strisce pedonali con la sua bicicletta quando una Smart non è si è fermata al rosso e l’ha travolta uccidendola.

Quel semafomo pedonale è del tipo a chiamata, ma i pedoni che lo utilizzano in una giornata si contano su una mano.  Dunque la auto sono abituate ad attraversarlo quasi sempre con il verde e ben oltre il limite di velocità di 70 chilometri orari. Ai lati dalle strada, nonostante la presenza a poche centinaia di metri del Salaria Sport Village, non ci sono piste riservate alle due ruote: i ciclisti sono quindi costretti a fare lo slalom tra auto e semafori.

La morte di Alice ripropone quindi la carenza e l’inadeguatezza delle piste ciclabili in città. Una battaglia rilanciata con iniziative e flashmob dalle associazioni di cicloamatori per tutto il fine settimana, a partire da Ponte Milvio, nel ricordo di Alice.

"Girando in bici per Roma c'è da avere paura. -racconta un ciclista accorso ad una delle manifestazioni per chiedere più sicurezza- Chiediamo maggiore sicurezza e un servizio di piste ciclabili all'altezza delle più grandi capitali europee. Ormai è una 'lotta culturale, sulle strade gli automobilisti non riconoscono la nostra presenza. Su via dei Fori Imperiali, ad esempio, sono pochi gli automobilisti che rispettano i limiti di velocità".
 
 

[12-03-2012]

 
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