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Operaio morto in cantiere Metro C. "Non sono state rispettate le regole di sicurezza"

ci sarebbero state gravi carenze dal punto di vista della sicurezza

“Sicuramente non sono state rispettate le regole di sicurezza, il lavoratore doveva essere maggiormente protetto”. Le conclusioni di Oreste Tofani, il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, sono chiare.

Probabilmente la morte di Luigi Termano, giovane operaio di origine napoletane di 26 anni, poteva essere evitata e –secondo quanto emerso in Commissione- ci sarebbero state gravi carenze dal punto di vista della sicurezza. Il giovane era deceduto circa un giorno dopo la terribile caduta da un’altezza di 30 metri mentre lavorava nel cantiere della metro C, in via Casilina.

La commissione d’inchiesta si è riunita questa mattina proprio per accertare i motivi del’ennesima morte bianca. Sono stati ascoltati dalla commissione i procuratori della Repubblica delegati alle indagini, gli uomini dell’arma e del comando provinciale di Roma insieme ai militari per la tutela del lavoro. Sono stati convocati dalla commissione anche i vertici di Roma metropolitane, di Metro C, i dirigenti della Cogedi (società subaffidataria dei lavori) e il Comune di Roma con l’assessore alle politiche ella mobilità Antonello Aurigemma.
 
 

[08-03-2012]

 
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