Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Cesare deve morire

di Paolo e Vittorio Taviani. Con Cosimo Rega

di Alessio Palma

I detenuti del carcere romano di Rebibbia si preparano alla messa in scena del “Giulio Cesare” di William Shakespeare sotto la guida di un regista teatrale. Vediamo i provini, i primi approcci con il testo, l’immedesimazione nei personaggi, l’esito finale della rappresentazione. In uno scambio continuo tra finzione e realtà.

Orso d’oro all’ultimo Festival di Berlino, questo film riporta i Taviani all’attenzione internazionale dopo alcuni anni caratterizzati da una certa impasse creativa. Con tutta evidenza, CESARE DEVE MORIRE è un film nato da un’ispirazione urgente, prodotta dal confronto diretto con una situazione non certo inedita (la pratica artistica all’interno delle carceri, perlomeno in quelle più avanzate, è ormai una realtà) ma stimolante e vitale.

Una sfida anche commerciale: il film è stato realizzato con un budget ridotto e girato in digitale per gran parte in un bianco e nero molto contrastato mentre solo incipit e fine sono a colori. La scelta del “Giulio Cesare” non è casuale: la tragedia, densa di conflitto psicologico sui temi del tradimento e della cospirazione, sembra echeggiare le attività criminali dei protagonisti che non a caso vivono le parti con un coinvolgimento totale, come se si trattasse di pezzi di vita vera. Il film nel complesso, con scelta anti-retorica, non tenta di sciogliere l’ambiguità tra testo e vissuto ed è proprio nei rari momenti in cui lo fa ad emergere un certo didascalismo artificioso, come nella battuta finale che esplicita il ruolo salvifico dell’arte.

Il punto di forza di CESARE DEVE MORIRE è senz’altro il ritrovato controllo della messinscena da parte dei Taviani: rigorosa, scarna, a tratti di grande potenza visiva, come nella scena dell’esposizione del cadavere di Cesare nel cortile di Rebibbia, nobilita un film non del tutto compiuto ma a suo modo necessario e onesto negli intenti.

 



votanti: 7
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[01-03-2012]

 
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