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Umberto I, sospesi dirigenti del pronto soccorso

la decisione del direttore generale Capparelli. Polverini: "Chi ha sbagliato deve pagare"

A poche ore dallo scandalo che ha coinvolto il pronto soccorso dell'Umberto I arrivano le prime conseguenze disciplinari sui dirigenti medici. Sono stati sospesi dalle funzioni per 90 giorni i due dirigenti del Dipartimento emergenza e accettazione (Dea) del Policlinico. La medicina d'urgenza dell'Umberto I è finita al centro delle polemiche per la vicenda (denunciata dai senatori Marino e Gramazio) della malata di Alzheimer legata a una barella nella cosiddetta 'piazzetta'. Un caso nel quale gli ispettori del ministero della Salute hanno individuato ben 12 "criticità", tra cui il ritardo nella nutrizione e le mancate richieste di posto letto per il trasferimento della paziente.

Il provvedimento di sospensione riguarda il direttore del Dea dell'Umberto I, Claudio Modini, e il coordinatore dell'area medica, Giuliano Bertazzoni. Lo ha deciso il direttore generale dell'Umberto I Antonio Capparelli dopo una riunione dei principali dirigenti sanitari di Roma e del Lazio con il governatore Renata Polverini. "Chi ha sbagliato deve pagare", ha detto Polverini, secondo la quale in vista del picco dell'influenza i pronto soccorso erano stati rafforzati e i problemi che si sono verificati sono stati "organizzativi".

La replica di Modini - "Un'ingiustizia che andrà motivata - ha detto Modini sulla sospensione -. Ho sempre fatto tutto quello che era il mio dovere". Prima di essere sospeso aveva rettificato la versione circolata inizialmente. "La donna non era in coma - aveva detto -. Probabilmente c'è stato un errore di comunicazione tra i medici. Era completamente lucida e in agitazione psicomotoria e ieri è stata trasferita dal pronto soccorso al reparto di neurologia". E nelle corsie del policlinico romano c'è chi mormora che tutta questa bufera sia venuta fuori per screditare le professionalità dell'ospedale. Mentre il ministro della Salute Renato Balduzzi annuncia ispezioni dei carabinieri dei Nas nei pronto soccorso più problematici d'Italia, l'inchiesta su quelli romani è per ora senza indagati e ipotesi di reato.
 
 

[21-02-2012]

 
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