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L'arte del Guggenheim a Roma

A Palazzo delle Esposizioni dal 7 febbraio al 6 maggio

di Nunzia Castravelli

Dal 7 febbraio al Palazzo delle Esposizioni apre la mostra  "Il Guggenheim Avanguardia americana 1945-1980". Un'esposizione dedicata all'arte americana e curata da Lauren Hinkson e Matteo Lafranconi, per la parte italiana, resterà aperta fino al 6 maggio. In mostra ci sono circa sessanta opere di 50 artisti appartenenti alla collezione della Solomon Guggenheim Foundation di New York.
 
Dalle opere di Pollock a Rothko, gli ormai classici Warhol, i Kosuth, i Calder, i Rauschenberg: una mostra che vuole dare uno sguardo speciale sull'avanguardia  americana. Come fa notare il direttore del PAlaexpo,  Mario De Simoni, "Sei Pollock tutti insieme nella capitale non si sono mai visti".

Si tratta di un percorso che inizia nei primi anni  del Dopoguerra quando gli Stati Uniti iniziarono ad affermarsi come centro globale dell'arte moderna. Dalla varietà di approcci con cui gli artisti si sono misurati con l'astrazione, fino alla formazione della New York School con maestri come Arshile Gorky, Rothko, Pollock. Per finire con  i tempi della pittura Hard edge, protagonisti Frank Stella o Kenneth Nolan.
Molto  ampia è la sezione dedicata alla Pop art.  Emblematica l'operta di Warhol e Lichtenstein, artisti guidati da scelte estetiche tutte concentrate a celebrare il fumetto, la pubblicità, la televisione, il consumismo culturale.
E' la volta quindi degli anni Settanta e Ottanta, dove negli Stati Uniti è l'ora della pittura fotorealista con Bechtle, Blackwell, Estes.

Un percorso  non solo artistico, ma che attraverso l'arte racconta le trasformazioni economiche, politiche, sociali e culturali in atto negli Stati Uniti dal dopoguerra agli anni 80. In più, la mostra rivela anche l'importante ruolo svolto dal Solomon R. Guggenheim Museum nel sostenere gli artisti emergenti. I dipinti, le sculture, le fotografie e le installazioni in mostra, provenienti in primo luogo dalla collezione permanente del museo di New York, rappresentano gli interessi specifici dei singoli curatori, collezionisti e studiosi che hanno promosso l’arte contemporanea del loro tempo, lasciando la loro impronta sull’istituzione.
 
 

[06-02-2012]

 
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