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Minjung Kim

Le montagne di Luce al Macro di Testaccio

di NunCa

Fino al 4 marzo gli spazi del Macro di Testaccio ospitano l'arte coreana di Kim Minjung. 
Curata da Gianluca Renzi, la mostra fa parte della Biennale Le vie della Seta.

Nata nel 1962 nella Repubblica di Corea, Minjung dipinge fin da bambina. Lo studio dell'arte calligrafica la influenzerà tanto dal punto di vista tecnico: nella perfezione del tratto e nella fermezza nell'impugnare il pennello, quanto nella  visione del mondo e dell'arte. Nel 1991 si trasferisce in Italia dove frequenta L'Accademia di Brera e a Milano apre un atelier dove lavora per lunghi periodi.

 Uno dei lavori più rappresentativi della sua poetica artistica è sicuramente Mountains, serie di cui fa parte  una grande opera lunga circa 30 metri, appositamente realizzata  per questa esposizione.
In Mountains la luce gioca un ruolo fondamentale, crea impalpabili trapassi di sfumature dal grigio perla al nero assoluto. L'ispirazione di queste opere, racconta l'artista, risale al '97, quando, durante una passeggiata all'alba, è colpita dal paesaggio circostante.
Luce e oscurità si alternano quindi attraverso il tratto delicato ma incisivo dell'artista che sovrappone vibranti pennellate di colore, quasi a richiamare il movimento delle onde del mare e la fermezza della roccia.

Gli altri lavori che affiancano al Macro la monumentale installazione, raccontano l'evoluzione del percorso pittorico della Minjung. In essi risulta evidente la miscela di elementi occidentali ed orientali,  la combinazione di pieno e di vuoto, una delle caratteristiche del lavoro dell'artista, ottenuta attraverso la sapiente composizione di sottilissime carte colorate unite all'uso del pennello, della china e della bruciatura.

Quella di Minjung è metamorfosi continua delle forme naturali che mutano, quasi a significare l'impermanenza che domina ogni aspetto della vita.
 
 
 

[26-01-2012]

 
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