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Trasporti, la Regione aumenta il biglietto di metro e bus

aumento del 50%. Il Bit da 1 euro ad 1 euro e 50

La delibera della giunta regionale spazza via anche le ultime nubi sugli aumenti del trasporto pubblico locale. Che gli amministratori volessero aumentare il prezzo del biglietto lo sapevamo già da tempo: la scorsa estate se n’era timidamente parlato per sondare le reazioni. L’assessore alla mobilità Lollobrigida ha presentato la delibera e non ha fatto altro che confermare gli aumenti del prezzo del biglietto. Si tratta, spiega l’assessore, di adeguamenti fatti per tutelare gli abbonati. D’altra parte, dice Lollobrigida, è l’unica soluzione per non ridurre il servizio e mantenere i livelli occupazionali. E quindi il prezzo del biglietto di bus e metro aumenta del 50%, da 1 euro a 1 euro e 50. I tempi per l'attuazione degli aumenti vanno dai 7 ai dodici mesi a causa dell'adeguamento dell'intero sistema di bigliettazione.

Gli aumenti - La Regione dà l'ok: entro luglio aumenteranno tutti i trasporti
Il Bit (biglietto integrato a tempo) dal costo di 1 euro per 70 minuti aumenta a 1 euro e 50, oltre al prezzo aumenta anche la durata: sarà validoo per 100 minuti. Il giornaliero invece non costerà più 4 euro ma 6, quello di tre giorni, il turisti, abbandona gli 11 euro per arrivare a quota 16, 50, così come la carta settimanale che arriva a ben 24 euro, lasciandosi alle spalle i 16 necessari fino a oggi. Discorso a parte per gli abbonamenti: l'annuale ordinario da 230 a 250 euro, quello mensile ordinario passa a 35 euro invece che 30, mentre quello Abbonamento mensile ordinario tocca i 53 euro a fronte dei 46 precedenti.

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Del resto, ricorda l’assessore, è noto che a Roma il biglietto costa meno che nel resto d’Europa. Peccato che nessuno abbia ricordato a Lollobrigida la profonda differenza tra il servizio di trasporto pubblico di Londra, Berlino, Parigi o barcellona, e l’immane tristezza ed inefficienza del trasporto pubblico romano. Se Lollobrigida avesse preso almeno una volta la metropolitana sarebbe stato assalito dall’estrema mestizia che si prova a salire sui vagoni della metro, in particolare d’estate quando non c’è l’aria condizionata. O attendere decine di minuti un autobus. Oppure provare ad uscire la sera con il mezzo pubblico: una vera e propria punizione, qualcuno ha proposto addirittura di inserirla tra le pene alternative. Scherzi – ma neanche troppo - a parte, Roma e i romani non meritano un altro gabello: anzi, con la crisi che presumibilmente avvicinerà più persone al mezzo pubblico, l’occasione per dare una spallata al traffico infernale dovrebbe far gola ai nostri amministratori. Problemi di bilancio? Si riducano i compensi di presidenti, amministratori delegati, consiglieri, direttori generali, assistenti al soglio vari, consulenze inutili invece di minacciare la conservazione del posto per impiegati e operatori, o chiedere agli utenti un sacrificio per un servizio di serie D.
 
 

[19-01-2012]

 
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