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Cronaca Giudiziaria
 
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Processo all'angelo della morte: il pm chiede 30 anni per Stazzi

Angelo Stazzi, l'infermiere accusato di aver ucciso sette anziani e una sua collega, rischia 30 anni di carcere

Sulla testa di Angelo Stazzi pendono due procedimenti penali, entrambi con accuse gravissime: omicidio volontario e omicidio plurimo aggravato.

Per il secondo, le indagini sono ancora in corso, e riguardano 7 presunti omicidi, 5 uomini e 2 donne, avvenuti attraverso la somministrazione di iniezioni letali, che Stazzi avvrebbe eseguito tra il gennaio e l'ottobre del 2009 quando prestava servizio nella casa di riposo Villa Alex, di Sant'Angelo Romano. Secondo l'accusa avrebbe somministrato alle persone a lui affidate di età tra gli 86 e i 99 anni «sostanze medicinali insidiose con premeditazione e abuso di prestazione d'opera» proprio per accelerarne il decesso.

Mentre potrebbe essere giunto al termine il processo sempre a carico dello stesso Stazzi per l'omicidio della collega Maria Teresa Dell'Unto, con la quale l'imputato aveva anche un rapporto affettivo. Il delitto risale al marzo 2001 e secondo la ricostruzione fatta in istruttoria avvenne al termine di una lite tra Stazzi e la Dell'Unto che al collega in diverse occasioni aveva presentato danaro mai restituito. Stazzi finì in carcere nell'ottobre del 2009 e confessò le sue responsabilità sostenendo comunque che non era sua intenzione uccidere la Dell'Unto essendo avvenuto un incidente: secondo la sua ricostruzione, la donna durante una lite avrebbe perso l'equilibrio urtando violentemente con la testa sullo spigolo del camino di casa.

Oggi nell'udienza che si è tenuta presso la terza Corte d'Assise di Roma, il pubblico ministero Gabriella Fazzi ha chiesto una condanna a 30 anni di carcere.

La sentenza della Corte arriverà il prossimo 22 dicembre.

Stefano Pesce

 
 

[15-12-2011]

 
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