Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Governo: Napolitano ha scelto, tocca a Monti

Il senatore a vita accetta con riserva ma rilancia: "L'Italia si riscatti"

Mario Montidi Filippo Pazienza

E' il neo senatore a vita Mario Monti il presidente del Consiglio incaricato di raccogliere i cocci del governo Berlusconi e formare un nuovo Esecutivo capace di far fronte alla pesante crisi economico-politica che ha investito l'Italia. La scelta, ampiamente annunciata, è stata ufficializzata in serata dal segretario generale del Quirinale, Donato Marra, il quale ha anticipato gli interventi dello stesso Monti e del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il 68enne ex rettore della Bocconi, secondo una prassi resa ancor più attuale dall'attuale quadro della situazione, ha accettato con riserva confermando la volontà di dar vita ad un giro di consultazioni utile a chiarire gli interrogativi emersi nel corso dei colloqui che Napolitano ha avuto nella giornata di oggi con tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Stringato ma estremamente chiaro il primo discorso ufficiale tenuto dal Premier incaricato: "Ringrazio il Presidente della Repubblica per la fiducia accordatami. Intendo adempiere questo compito con senso di responsabilità e servizio. Il Paese deve vincere la sfida del riscatto, deve tornare ad essere sempre di più elemento di forza e non di debolezza di una Ue di cui siamo stati fondatori e di cui dobbiamo essere protagonisti. Le voci circolate su nomi e tempi del governo sono di pura fantasia. Opererò col senso dell'urgenza, tendendo però presente la volontà di fare tutto con scrupolo".

Dopo Monti (che in serata incontrerà i presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, dopo una cena a Palazzo Chigi con lo stesso Berlusconi), a chiudere questa frenetica ma potenzialmente decisiva giornata ci ha pensato il presidente della Repubblica: "Non si tratta di operare nessun ribaltamento delle elezioni 2008 né di venir meno a rinnovare la nostra democrazia dell'alternanza - ha dichiarato Napolitano - si tratta solo di dar vita ad un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l'emergenza economica esige. A tutti ho esposto oggi, riscontrando un clima riflessivo e pacato, il mio convincimento che sia nell'interesse generale del Paese sforzarsi a formare un governo con il più largo appoggio del Parlamento su scelte urgenti. Monti è una personalità indipendente e sempre estranea alla mischia politica e al tempo stesso una figura rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali".

Giorgio NapolitanoA differenza di quanto ipotizzato da alcuni media, quindi, Monti non solo non ha ancora pronta la sua squadra di ministri ma intende innanzitutto (a partire dalle 10 di lunedì mattina) tastare il polso dei partiti prima di tornare da Napolitano evitando così inutili trappole che renderebbero impervio il suo (già difficilissimo) cammino. Il tutto dovrebbe risolversi entro la prossima settimana - l'urgenza dell'annuncio del suo incarico era invece legata alla necessità di presentarsi alla riapertura delle Borse di domattina con l'ufficialità del cambio di rotta - anche se l'allungarsi dei tempi non preoccupa minimamente il presidente Napolitano: "Se qualcuno si inventa prima che si fa il governo in 2 ore i tempi risultano allungati. Ma non si è mai detto quanto tempo sarebbe bastato. Monti farà nei tempi più brevi che gli consentano di ascoltare e valutare e decidere se e venire qui, come mi auguro, a sciogliere la riserva. Tentare di evitare un precipitoso ricorso al voto è un vuoto di governo è esigenza su cui dovrebbero concordare tutti, da domani alla fine di aprile andranno a scadenza 200 miliardi di euro di Btp che bisognerà rinnovare ricollocandoli su mercati".

La scelta di Monti chiude un cerchio apertosi con le dimissioni presentate ieri da Berlusconi e proseguito oggi con le consultazioni che hanno portato il presidente della Repubblica a sondare il terreno dell'intero Parlamento, dall'Union Valdotaine al Pdl. Ma quale è la situazione con cui Monti si ritroverà a che fare? Piuttosto variegata, anche se - almeno sulla carta - i numeri a sua disposizione ci sono e sono larghissimi. Incondizionato l'appoggio di Pd e Terzo Polo, sottoposti a qualche riserva (quelle che il presidente del Consiglio incaricato intende sciogliere a partire da domattina) quelli di Pdl e Idv. Contraria, come annunciato da giorni, la Lega che a questo punto rischia di rompere lo storico patto con Berlusconi pur riservandosi la libertà di appoggiare o meno il nuovo Esecutivo a seconda delle singole circostanze.

"Abbiamo manifestato - ha spiegato il segretario del Pdl, Angelino Alfano - al presidente Napolitano la disponibilità e il consenso dell'incarico a Mario Monti con cui ci incontreremo dopo che avrà ricevuto l'incarico per un approfondimento sul contenuto del programma e la composizione del governo. Non intendiamo accedere a ipotesi politiche a questo governo. Abbiamo fatto presente al capo dello Stato la nostra preferenza per tecnici che abbiano dato prova di sensibilità istituzionale e culturale oltre che di equilibrio». Dal governo Monti, ha continuato Alfano, «deve essere escluso chi ha fatto del proprio impegno una pura militanza antigovernativa». La durata del governo non può che essere collocata rispetto ai tempi necessari per l'attuazione del programma".

Queste, invece, le parole di Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: "Diamo il via libera, ma con riserva, ad un governo a tempo per rispondere alle emergenze internazionali, per ridare lustro e credibilità al nostro paese. Un governo a cui potremo dare o non dare la fiducia a seconda di quello che ci riferirà in Parlamento, a seconda della squadra. Con fiduciosa attesa non possiamo che augurarci che sia un governo tecnico qualificato, che in breve tempo porti alle elezioni e che abbia rispetto per quei cittadini che hanno, attraverso il referendum, chiesto la modifica della legge elettorale, da fare o in Parlamento o con la consultazione popolare".

Silvio BerlusconiPochi minuti prima che dal Quirinale arrivasse l'ufficialità dell'investitura di Monti, Silvio Berlusconi ha rilasciato un videomessaggio per dire addio a Palazzo Chigi ma non all'attività politica: "Ho deciso di rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio. L'ho fatto per senso di responsabilità, per senso dello Stato. L'ho fatto senza essere mai stato sfiduciato dal Parlamento, anzi ottenendo più volte la fiducia alla Camera e al Senato dove tutt'ora abbiamo la maggioranza. E' stato triste vedere questo gesto accompagnato da fischi e insulti. Sosterremo Monti per senso di responsabilità. A quanti hanno esultato per la mia uscita di scena voglio dire che da oggi raddoppio il mio impegno per migliorare l'Italia. Non mi arrenderò fino a quando non avremo modernizzato l'Italia. È chiaro a tutti che oggi non esiste un'alternativa politica rispetto al nostro governo che ha servito l'Italia col supporto della maggioranza espressa dal voto degli italiani. Al tempo stesso, nella libertà e responsabilità delle nostre decisioni e secondo il principio di delega parlamentare che è il cuore del processo democratico in Italia, siamo pronti a favorire gli sforzi del Presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da un largo consenso parlamentare".
 
 

[13-11-2011]

 
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