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Ora meno buche e meno allagamenti

la storia di un sindaco sfortunato

E' proprio un sindaco sfortunato. A Roma succede di tutto; la città viene messa a ferro e fuoco da migliaia di giovani vestiti di nero, con casco e a volto coperto. San Giovanni si trasforma in un campo di battaglia neanche fosse Maratona. I cortei in centro, quasi ogni giorno, rendono difficile la vita al trasporto pubblico e privato. Come se non bastasse ci si mette anche Giove pluvio.

Il violento nubifragio della mattina del 20 ottobre, durato circa tre ore, ha letteralmente paralizzato la città trasformando le strade in fiumi in piena con le stazioni metro invase dalle acque nere delle fogne. C'è stata purtroppo anche una vittima, un uomo di 31 anni, morto annegato all'Infernetto.

E mentre l'acqua fuoriusciva da quasi tutti i 400.000 tombini della città nessuno, tra Campidoglio, Municipi, Ama e Acea ammetteva sbagli o si prendeva le responsabilità dei problemi causati ai cittadini. Alla fine le colpe maggiori sembrano esser state attribuite ad un sistema fognario, datato e inadeguato. Forse è stata anche colpa di Zeus che dall'Olimpo ha deciso di prendersela con Roma e con l'amministrazione Alemanno che invocava, invano, uno stato di emergenza.

Intanto, mentre tra imprese e privati cittadini si fa ancora la conta dei danni dovuti agli allagamenti, qualche burlone riesuma un vecchio manifesto elettorale che prometteva ai romani strade con meno buche e allagamenti.

Cleto Britannico
 
 

[21-10-2011]

 
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