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Melancholia

di Lars von Trier. Con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg

di Svevo Moltrasio

Justine e Claire, due sorelle, una bionda, una mora, una debole e depressa, una sicura e combattiva. Almeno cosi' sembrerebbe, perchè se un enorme pianeta di nome Melancholia minaccia di distruggere la Terra, le attitudini rischiano di cambiare.

Il nuovo film di von Trier si è fatto notare all’ultimo Festival di Cannes: prima per le dichiarazioni filonaziste del regista che lo hanno portato ad una curiosa espulsione, poi per l’immancabile premio regalato alla sua interprete, questa volta la giovane Kristen Dunst.

Dividendo il racconto in due grandi capitoli, dedicati alle due sorelle protagoniste della storia, von Trier torna al suo cinema fatto di feste, banchetti e ricconi pronti a perdersi in deliranti diatribe senza un vero senso. Prima di tutto questo però si concede qualche istante di curiose immagini montante sulle solenni note di Wagner che anticipano tutto il percorso che avrà successivamente la pellicola. Ci vogliono pochi minuti per capire che la famiglia al centro della storia nasconde diverse magagne e in brevi e arbitrari passaggi gli equilibri si sfaldano. Ma poco importa.

Infatti proprio nella prima parte c’è tutto il peggio del cinema dell’autore danese, irritante, compiaciuto e superficiale come spesso gli capita. Poi, una volta sbarazzatosi dei tanti e superflui personaggi, von Trier si concentra sulle due sorelle e sullo strano pianeta del titolo che pare avvicinarsi minacciosamente alla Terra. Qui il gioco si fa più piacevole e si finisce per entrare in sintonia con il corpo celeste, curiosi e impazienti di assistere alla distruzione del mondo appena descritto. In quest’ottica autocritica, la lenta ma totale disintegrazione del cinema del regista lascia il segno con un bel finale catastrofico, per i personaggi, salvifico per lo spettatore.
 



votanti: 5
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[18-10-2011]

 
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