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15 ottobre, l'impotenza degli Indignati contro i violenti

poche centinaia di teppisti hanno rovinato la manifestazione di migliaia.

A parte quelle centinaia di teppisti col volto coperto, il casco e con tanta voglia di rompere tutto, la manifestazione degli indignati ha visto la partecipazione soprattutto di persone che, con la violenza che c'è stata, non volevano proprio avere a che fare. Precari, studenti dei licei e delle università, movimenti di lotta per la casa, semplici cittadini di tutte le età e decine di associazioni o partiti erano scesi in piazza per protestare pacificamente contro il potere della finanza e le crescenti difficoltà economiche che deve affrontare una nuova classe di poveri.

E' capitato che tra gli stessi manifestanti si tentasse di bloccare la folle violenza di pochi teppisti. Su via Merulana, durante il lancio di alcune bombe carta, dall'altoparlante di uno dei camion del corteo si gridava dall'altoparlante: "Smettetela, andate via, non vogliamo la vostra violenza". Persone di oltre 50anni hanno tentato di calmare gli animi. Alla fine però la violenza ha preso il sopravvento e Piazza San Giovanni è diventata teatro di scontri e cariche; in prima fila cerano circa duecento violenti, e via via, più indietro il resto dei manifestanti, centinaia di migliaia di persone scese in piazza ed impotenti di fronte agli scontri. : l'unico grande coro tra gli slogan e le canzoni che hanno accompagnato la sfilata.

CHI SONO I VIOLENTI? - Chi sono questi due, trecento teppesti che hanno messo per ore sotto assedio la città? Dalla questura circolano i nomi dei centri sociali più estremisti, si parla di gruppi torinesi di "Askatasuna", oppure i "Carc" di Rovereto, i padovani di "Gramigna". Qualcuno, nella manifestazione, sembra aver riconosciuto  facce note dei romani di "Acrobax". Qualche ultras della Roma e del Cosenza. Questo almena trapela da indiscrezioni che arrivano sia dalla piazza che dalla polizia. "Chi ha colpito a Roma lo aveva pianificato -spiega un dirigente della questura- È una frangia di sofferenza sociale e politica assolutamente minoritaria che non ha neppure una parvenza di struttura organizzativa che non sia un servizio di messaggistica su blackberry o I-phone".

PRECARI 9 APRILE - "Niente può offuscare la nostra voce che si sta alzando. Nessuna violenza, nessuno scontro può mettere in discussione le ragioni di una generazione che si vuole riprendere la sua vita, che si ribella in modo radicalmente non violento e che chiede diritti": i precari del Comitato 9 aprile intervengono con una nota per riportare l'attenzione sui motivi della protesta degli indignati, oscurati dagli scontri di Roma.

LA CONDANNA DEGLI STUDENTI - La Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari hanno condannato le violenze avvenute durante la manifestazione degli Indignati a Roma, affermando che l'intento violenti "era noto da tempo" e che per questo avrebbero "auspicato fermezza nell'isolare determinate intenzioni in maniera esplicita fin dall'inizio del percorso organizzativo". "Siamo profondamente amareggiati per la mancata volontà di isolare politicamente tali pratiche già nella fase di preparazione e organizzazione della data - dicono gli studenti - perdendo cosŤ l'occasione di lanciare un forte segnale all'esterno che potesse limitare la presenza di chi legittima la violenza".

 
 

[16-10-2011]

 
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